Rassegna storica del Risorgimento

FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno <1983>   pagina <389>
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Sul pensiero di Gaetano Filangieri 389
del Michels, ed appoggiandosi sulle considerazioni della Griziotti, cerca di mettere in rilievo la vicinanza sostanziale delle idee filangieriane con quelle marxiane, facendo notare la similitudine non formale fra i termini pro-prietarj e non proprietarj , e i termini capitalisti e proletari . 10>
Si tratta di un'analisi condotta con maggiore articolazione e finezza che la semplice affermazione del Michels, di cui Mongardini corregge l'ecces­sivo semplicismo. Anche questa analisi, però, ha il difetto di fare del pensiero sociale del Filangieri ima sorta di geniale e isolata intuizione, senza tener conto del fatto che la coscienza del contrasto tra grandi ricchezze e miseria subumana dei più, e l'idea che i mali della società dipendessero dalla concen­trazione delle ricchezze in mano di pochi, era già presente nel pensiero di un non ristretto settore di filosofi e riformatori settecenteschi. L'aggancio al pensiero dì Marx appare sostanzialmente inutile, e metodologicamente scor­retto, sia perché le formulazioni filangieriane nulla hanno a che vedere col pensiero marxiano, sia perché si confonde un clima di preoccupazione sociale che già si stava determinando nel corso del XVIII secolo, con un'analisi che poteva svilupparsi solo in epoca successiva e in altra situazione storica. u>
Quanto non sia necessario andare lontano per ritrovare un clima di preoccupazione sociale e a volte di già scoperta polemica antiborghese nel XVIII secolo, ce lo dimostrano le concezioni dualistiche della società di Mably e Morelly, e la polemica dello stesso Rousseau contro l'arbitraria diseguaglian­za delle fortune; uno studio attento, del resto, potrebbe rilevare espressioni del genere in una notevole quantità di scrittori del Settecento, con toni più o meno accentuati. Lo stesso Smith, pur subordinando tutta la sua analisi alla creazione di una grande industria ed il profitto degli imprenditori, si esprime sulle questioni del salario operaio con termini che sono molto vicini a quelli usati dal Filangieri per dividere la società in proprietarj e in merce­nari *i tanto da far supporre un'influenza diretta del filosofo scozzese sul­l'autore de La scienza della legislazione.
l) ... si deve far notare la somiglianza della divisione della società nella classe dei proprietari e in quella dei mercenari operata dal Filangieri, con la divisione di Marx in capitalisti e proletari. Non si tratta di una similitudine puramente formale... Si può forse dire che Marx ritrova questa divisione dualistica della società in una minoranza dominante e in una maggioranza oppressa in tutto il corso della storia della società "sinora esistita", mentre per Filangieri essa non si manifesta in maniera così accentuata che come condizione patologica di una società in crisi... l'autore napoletano parla di un processo di accumulazione del capitale, quando [fa} chiaramente cenno alle sostanze che "si riuniscono sempre più nelle mani di pochi" (Ivi, pp. 88-89).
") È interessante notare, a questo proposito, che Marx, che ben conosceva gli econo­misti italiani del Settecento, non cita ne // capitale il Filangieri, mentre cita Genovesi e Verri, e sì occupa largamente del Galiani e dell'Ortes.
!3 Osservate lo stato di tutte le nazioni, leggete il gran libro della società: voi lo troverete diviso in due partiti irreconciliabili: i proprietari e i non proprietari o sia ì mercenari: sono queste due classi di cittadini infelicemente inimiche fra di loro. In vano i moralisti han cercato di stabilire un trattato di pace fra queste due condizioni diverse: il proprietario cercherà sempre di comprare dal mercenario la sua opera al minor prezzo possibile, e questi cercherà sempre di vendergliela al maggior prezzo che puote. In questo negoziato quale delle due classi soccumberà? Questo è evidente: la più numerosa. E quat'è la più numerosa? Per disgrazia comune dell'Europa, per un difetto enorme di legislazione, la classe dei proprietarj non è che un numero infinitamente picciolo, relativamente a quella