Rassegna storica del Risorgimento
FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno
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1983
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Sul pensiero di Gaetano Filangieri
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prietà identificata quasi sempre come assenteista, si situa il progetto economico di Gaetano Filangieri. La sua tematica, come quella di tutti i riformatori del Regno di Napoli, sente il peso e l'influenza della lezione genove-siana. Anche se in Filangieri si sente maggiormente l'influsso, come è stato largamente rilevato, dell'illuminismo europeo, le soluzioni concrete non sfuggono ad una logica che è in particolare tutta italiana e partenopea, e che risente in modo particolarmente acuto della lotta contro la grande proprietà feudale.
Divisione delle terre; abolizione dei maggiorascati e dei fidecommessi; sviluppo del commercio e delle arti eliminando tutti gli ostacoli che si frappongono alla loro crescita: corporazioni, privative, dazi e gabelle inutili ed esosi. Questi sono i temi comuni che i riformatori sviluppano in tutta Italia, con accenti più o meno radicali, ma che a Napoli acquistano una tinta particolare per l'obiettivo, sempre presente, della grande proprietà feudale. Anche se Filangieri dichiara di scrivere per tutti i tempi e per tutte le nazioni (e qui si vede il suo risvolto astrattamente utopistico)14) la derivazione genovesiana percorre tutta la sua opera, per venire sistematizzata e insieme superata e arricchita. 15> In particolare, Filangieri mutua dal Genovesi la propensione, ancora più morale che economica, per la mediocrità delle ricchezze,16) l'atteggiamento (anche se con accenti più decisamente liberistici) nei riguardi del lusso, l'atteggiamento sul problema della popolazione; 17> l'esigenza, da lui particolarmente sviluppata, dell'educazione popolare; e, in genere, ma con preoccupazioni più risentite e con toni più radicali, l'esigenza di un reinserimento nel corpo civile della plebe abbrutita, senza speranze e senza lavoro. tt> Si distacca dal Genovesi per un atteggiamento più decisa
la) Proprio questo aspetto impediva al Croce, nell'ambito della sua sottovalutazione del pensiero settecentesco, di apprezzare il pensiero del Filangieri, che.gli sembrava anzi il più astratto dei filosofi napoletani. ( E, come superficiale l'indagine delle cause, cosi semplicistici alquanto erano i rimedi nei quali si riponeva fede; e di ciò può far testimonianza La scienza della legislazione del Filangieri... Quel libro ebbe importanza ai suoi tempi... ma nel risguardo critico e scientifico si teneva anch'esso alla superficie, lasciandosi guidare dal preconcetto del secolo, la credenza nell'astratta Ragione - B. CROCE, Storia del Regno di Napoli, Bari, 1944, pp. 179-180).
15) Sull'evoluzione che intercorre tra le posizioni di Genovesi, ancora caute e sfumate sul problema della feudalità e della divisione delle terre, e le soluzioni più radicali proposte da Filangieri e da Galanti, si veda P. VILLANI, // dibattito sulla feudalità nel Regno di Napoli dal Genovesi al Canosa, in Saggi e ricerche sul Settecento, Napoli, 1968, pp. 253-303).
16) Si veda, in proposito, A. GENOVESI, Del commercio in generale, in ' Biblioteca dell'economista, Prima serie, voi. Ili, Torino, 1852, pp. 312 sgg.
J7) Si veda A. GENOVESI, Lezioni di economia civile, in Biblioteca cit., pp. 287-288.
i8> Particolarmente importante, a questo proposito, è la lettera X delle Lettere accademiche, in cui il Genovesi mette in rilievo le cause sociali dell'estraneità e dell'abbrutiménto dei settori popolari, vittime dell'oppressione feudale. Il paragone con la Polonia è un motivo ricorrente negli scrittori napoletani dell'epoca. Centomila famiglie scrive il Genovesi abbiansi divise le terre: che faranno 700.000 altre? Quel che fassi in Polonia. Quelle 700.000 famiglie saranno schiavi "addicti glebae". Faticheranno sugli altrui fondi per un tozzo muffato di pane e un pò di sale... Verran loro in odio le nozze: la compassione de' figli; il dolore di vedere altri arricchirsi de' loro stenti gli scoraggerà: aborriranno una fatica destinata ad ingrassare degli avari poltroni: sopravviverà la disperazione... altri s'ingegneranno