Rassegna storica del Risorgimento
FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno
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1983
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pagina
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393
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Sul pensiero di Gaetano Filangieri 393
Qui è il motivo conduttore di tutta l'opera; finché non sarà stata eliminata questa funesta sproporzione , la popolazione non potrà aumentare e gli uomini non potranno essere felici. Filangieri ha già abbastanza chiaro il rapporto che intercorre tra la grande proprietà di pochi e la miseria di molti, e in questo si rivela ben più radicale di Genovesi. Per Genovesi la grande proprietà feudale è da condannare perché inchioda coloro che non ne partecipano all'ozio, all'inazione, e toglie loro l'incentivo al lavoro; e perché nuoce alla circolazione delle ricchezze, soprattutto in quanto non commerciabile: la sua visione della società è quella di una ruota che gira, e che girando produce commercio e ricchezza, che si riverbera su tutte le classi. Anche per Filangieri il movimento delle ricchezze è condizione necessaria; l'obiettivo da raggiungere, però, come si vedrà più avanti, è già profondamente diverso da quello del suo maestro, e assai più deciso è l'attacco alla grande proprietà, che, in se stessa, genera miseria. Quando in una nazione vi sono molti gran proprietarj egli afferma e pochi proprietarj piccioli, bisogna che vi sieno molti non proprietarj. Gli spazi non sono infiniti: la gran proprietà d'un solo suppone il difetto di proprietà di molti, non altrimenti che ne' paesi ove la poligamia ha luogo... un uomo che ha dieci mogli, suppone nove celibi... .
Le proposte riformatrici che incontriamo via via nella lettura de La scienza della legislazione sono ormai comuni al clima dei settori più radicali deirniurninismo italiano ed europeo; per eliminare l'assenteismo del grande latifondo, sprecato spesso per la caccia e per gli svaghi dei ricchi,25) è necessaria l'abolizione dei maggiorascati e dei fidecommessi ** e per agevolare le arti e il commercio l'eliminazione delle privative e delle corporazioni.27* Riguardo ai dazi e alle gabelle che affliggono e mortificano le possibilità di
23) Genovesi si scaglia contro la soverchiamente ineguale distribuzione delle terre, per la quale avviene ch'essendo esse ridotte in mano di pochissimi, la maggior parte del popolo o non ne possiede dell'in tutto, o ne possiede tanto poco che non basta a' bisogni domestici (A. GENOVESI, Lezioni, cit., p. 38). Ed aggiunge: Maggiore ancora è il male di sproporzione, se le terre si accumulino soverchiamente in mano di coloro che hanno trovato l'arte di farle uscire dal commercio. Perché, finché sono in commercio, si può oggi e dimani sperare di averne una porzione... (ivi, p. 38). E ancora: Quelle cagioni che muovono un particolare a volersi distinguere da un altro della medesima classe o ad emulare una superiore, muovono altresì le classi superiori a trovare sempre nuovi modi di distinguersi dalle inferiori e fra se medesime. E quindi avviene, che dove incomincia a regnare il lusso non vi sia giammai termine nessuno che l'arresti; ma vi si veggono perpetuamente, come nella ruota della fortuna, le classi Infime salire allo stato di mezzo, le mezzane alla cima, quei della cima discendere prima nel mezzo, poi nel piano. Questo gioco del lusso, siccome va ad abolire la schiavitù feudale, così è il più gran sollievo di quella parte del genere umano, che patisce le pressioni dell'altra che l'è di sopra (/vi, p. 66).
24) G. FILANGIERI, op. cit., voi. I, libro II, p. 370. Di seguito: Ma non è colla sola diminuzione di proprietarj, che questi gran proprietarj impediscono i progressi della popolazione. Essi la ritardano maggiormente coli'abuso che fanno de' terreni .
25) Ivi, p. 371. ) hi, p. 372.
ti) hi, voi. II. libro II, pp. 19-23.