Rassegna storica del Risorgimento

FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno <1983>   pagina <394>
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394 Carlo Bordini
scambio delle merci, Filangieri accoglie la proposta fisiocratica di tassare il prodotto netto delle proprietà terriere. W
Due sono i mezzi per stimolare la produzione, per eliminare la miseria e quindi per stimolare la crescita della popolazione: la distribuzione delle terre, con la conseguente diminuzione della grande proprietà, e la libertà di com­mercio. In questo campo, Filangieri, a differenza di Genovesi, abbraccia deci­samente le teorie liberistiche, e rivela un'assimilazione profonda di alcune formulazioni fisiocratiche. L' amministrazione , con le sue intromissioni nell'economia, non fa che danneggiarla. Bisogna lasciare campo al libero sviluppo delle forze economiche, senza indirizzarle, ma eliminando gli ostacoli che si frappongono al loro sviluppo. L'amministrazione... dovrebbe adottare per regola generale della sua condotta quel gran principio: INGERIRSI QUANTO MENO si PUÒ, LASCIAR FARE QUANTO PIÙ si PUÒ....29) Questo regime di libertà, eliminando le grandi concentrazioni di ricchezza e il monopolio di pochi sul commercio, impedirà che il prezzo delle merci sia superiore al giusto livel­lo , in quanto, in mancanza di concorrenza, quando tutto il commercio è in mano a pochissimi, esorbitantemente crescerà... il prezzo della merce . w In un regime di libertà, invece, i prezzi aumenteranno, ma in modo naturale, e questo migliorerà la situazione dei proprietari dei terreni (sempre intesi come proprietari in una piccola proprietà suddivisa), e si ripercuoterà sul benessere generale, in quanto aumenteranno anche le prestazioni dovute ai non proprietarj . 31>
Nulla di originale, come si vede. Filangieri sceglie e sistematizza pro-
28) Come il Pagano, Filangieri è contrario alle imposte indirette, non solo per la con­fusione e gli intralci che provocano dazi e gabelle, e perché ritiene che in un paese agricolo le imposte gravanti sulla proprietà terriera finirebbero per ricadere proporzionalmente su tutta la popolazione (Ivi, voi. I, libro II, pp. 132-133), ma anche come misura di salvaguardia della classe del minuto popolo . Quando il dazio egli afferma cade sopra la classe del minuto popolo, questo si sforzerà di risarcirsene incarendo il prezzo delle sue opere; ma egli non vi giugnerà mai o vi giugnerà molto tardi. L'inesorabile bisogno non gli permet­terà di alterare il prezzo delle sue opere proporzionalmente al tributo che dee pagare... Cadendo, dunque, il dazio sul minuto popolo, egli dee o per sempre o per molto tempo, pagarne una porzione incarendo il prezzo delle sue opere, ed un'altra porzione restringendo la sua sussistenza. Non avviene però l'istesso allorché il dazio cade direttamente sulla classe de' proprietari de' terreni. Questi, per risarcirsene, regoleranno colla tassa il prezzo dei prodotti del loro suolo (Ivi, pp. 123-124).
29) Jvi, pp. 428-429. Là dove il Filangieri diverge dalle posizioni dei fìsiocratici è ovviamente sul problema della distribuzione delle terre. Il solo Palmieri, tra i riformatori napoletani, abbracciava in modo esplicito la preferenza fisiocratica per la grande azienda agricola capitalistica, rifiutando però le altre formulazioni del Quesnay, ed optando decisa­mente per le imposte indirette.
30) Ivi, p. 435.
31) L'artefice che veste i loro corpi, che fabbrica le loro case... il mercenario che li serve; l'avvocato che li difende: il mercadante che commercia per loro; il marinaro e il vetturale che trasporta ! loro prodotti... tutti questi individui travaglieranno di più, e saran meglio pagati da* proprietarj de' terreni, quando essi vendono a più caro prezzo 1 loro prodotti. Se ì non proprietarj debbono pagarlo a più caro prezzo, le loro opere debbono anche a più caro prezzo essere pagate da' proprietarj. Il prezzo, adunque, de' generi sarà caro, ma non sarà superiore alle forze di coloro che debbono pagarlo (Ivi, pp. 436-437).