Rassegna storica del Risorgimento
FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno
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1983
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pagina
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395
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Sul pensiero di Gaetano Filangieri 395
poste già circolanti in seno all'illuminismo europeo; il suo è il tentativo di una summa , una summa in parte attardata, provinciale, che dimostra ancora un'ingenua fede nei lumi, nella forza della legge e della ragione, nella possibilità di convincere i sovrani ad attuare riforme radicali in un momento in cui la fede in questa possibilità cominciava ad entrare fortemente in crisi.32) Ma là dove Filangieri mostra la sua originalità nei confronti del resto del pensiero illuminista, là dove il suo timbro è inconfondibile (anche se si situa in una comune tematica) è nei suoi obiettivi ultimi;33) nella chiarezza della sua visione dicotomica e nel suo programma sociale; pur rifiutando esplicitamente l'egualitarismo rousseauiano, considerato impossibile in una società civile,341 ed ammettendo anzi, come vedremo più avanti, il ruolo dirigente della classe ricca nella società, Filangieri si differenzia, dal punto di vista del suo pensiero sociale, dalla maggioranza dei riformatori della penisola, i quali ritenevano che il benessere delle classi più umili fosse il semplice corollario di uno sviluppo economico su cui essi ponevano i principali accenti.35*
La sua attenzione verso i lavoratori ed i poveri è invece specifica e piena di attenzione. In questo Filangieri non fa che sviluppare premesse geno-vesiane; ma si tratta di uno sviluppo che va ben oltre le posizioni del suo maestro.36 La differenza principale consiste nel fatto che il Genovesi vede ancora il problema del pauperismo da un punto di vista prevalentemente mercantilistico, che mette quindi in primo piano il problema del benessere dello stato; mentre Filangieri (morto, emblematicamente, ancora in giovane età, un anno prima della rivoluzione francese) comincia già a guardare i lavoratori, in un certo senso, come soggetti. Per Genovesi, lo stato non può essere ricco se non si eliminano le immense sacche di disoccupati che, respinti dalla terra, ristagnano a Napoli e a Palermo, le due capitali del Regno, vivendo
32) È questa l'opinione del Cotta, il quale, mettendo in rilievo anche gli elementi che fecero il successo dell'opera tra i contemporanei, scrive: Scritta quando ormai tutte le opere più originali e geniali del pensiero settecentesco... erano già apparse... La scienza della legislazione costituisce... l'espressione globale più limpida e più fedele delle dottrine illuministiche, un quadro d'insieme giunto al suo culmine e ormai sul punto di avviarsi verso la fatale decadenza della sua originalità teoretica, ma ancora in pieno rigoglio di efficacia pratica (S. COTTA, Gaetano Filangieri e il problema della legge, Torino, 1954, p. 15).
33) Come giustamente nota il Villani a proposito dell'opera del Filangieri, non nella perspicacia dell'analisi economica stanno l'importanza e l'interesse dello scritto, bensì nel vigore e nell'aperta denunzia con cui è condotta la battaglia contro i privilegi dell'antico regime (P. VILLANI, op. cìt., p. 267).
34) G. FILANGIERI, op. c/7., voi. I, libro I, pp. 151-153.
35) Riferendosi in modo particolare al Muratori e al Verri, il Dal Pane mette giustamente in rilievo la modestia del programma sociale di carattere pratico nei confronti delle premesse. Sembra che in faccia alla proprietà essi diventino inconseguenti, ma anche questa incongruenza si spiega quando si pensi che il loro problema fondamentale rimane quello della produzione (L. DAL PANE, op. cit., p. 411). Sull'atteggiamento dei lisiocratici, i quali, o negavano addirittura che esistesse il problema della giustizia sociale, o pretendevano che si sarebbe risolto in maniera automatica e contemporaneamente al problema del progresso economico, si veda H. DENIS, Storia del pensiero economico, Milano, 1977, voi. I, p. 222.
36) Sulla necessità, per incoraggiare e promuovere l'industria di accrescere il premio intrinseco e naturale della fatica , si veda A. GENOVESI. Lezioni, cit., p. 106.