Rassegna storica del Risorgimento
FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno
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1983
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404
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Carlo Bordini
molto più avanzata di quella del Beccaria; il codice da lui proposto, d'altronde, può essere applicato soltanto da una nuova legislazione che configuri una società ideale, una società che si tinge, pur non giungendo mai all'egualitarismo, di tinte utopistiche. <**
Un largo spazio è dedicato dal Filangieri, nel libro IV de La scienza della legislazione, all'educazione. Indubbiamente egli cammina sul solco tracciato dal Genovesi,69) sulla necessità di dare una certa educazione alle classi popolari; suggestione particolarmente sentita in un paese in cui le classi popolari non solo sono prive di istruzione, ma sotto molti aspetti vivono, estranee alla società civile, in una sorta di sub-società.
Filangieri amplia al massimo questa indicazione. Quella che in Genovesi è un'indicazione di riforma, ancora inserita nella società esistente, diviene per lui il supporto di una società nuova, destinato ad esserne uno dei puntelli principali. L'ansia di rigenerazione che pervade tutta l'opera del filosofo napoletano vi si esprime in un grandioso piano per la scolarizzazione e per la formazione pubblica di tutta la popolazione, in cui largo spazio ha l'idea di patria (ed anche questa è una derivazione genovesiana).
Abbiamo già visto come l'esigenza di un'equa distribuzione delle ricchezze non giunga mai in Filangieri all'egualitarismo, e tanto meno giunga a porre in causa il diritto di proprietà. Nel libro IV vediamo, anzi, il progetto di una società piramidale, fortemente gerarchizzata. Questo progetto presenta due risvolti. Da un lato è il necessario risvolto di tutte le costruzioni utopiche (e Filangieri crea una costruzione utopica servendosi di materiali da altri usati per le riforme); tutte le utopie di tutte le epoche presuppongono una forte entità statale e una struttura fortemente gerarchizzata. Dall'altro lato, esso marca, in campo politico e sociale, il permanere, anzi la codificazione della divisione in classi coi loro ruoli precisi; e, nello stesso tempo, il tentativo di creare un'armonia e un equilibrio tra queste due classi.
<*) Qua l'altro è il mezzo di prevenire i delitti esclama il Filangieri se non quello di perfezionare la legislazione?... Se le leggi politiche ed economiche son destinate a moltiplicar gli uomini, a richiamar le ricchezze dello stato, ed a ben partirle; se i loro mezzi sono la suddivisione della proprietà, la moltiplicazione de' proprietarj, la diminuzione de' violenti celibi, la distruzione degli ostacoli che si oppongono a' progressi dell'agricoltura, delle arti e del commercio... chi non vede che i loro effetti saranno necessariamente combinati colla diminuzione di tutti que' delitti, che procedono dal celibato violento, dalla difficoltà de' matrimoni, dal ristagno delle proprietà, dalla preferenza che si dà all'ozio, quando la fatica non ci somministra quel che fa d'uopo, per vivere con un certo comodo; dalla necessità di violar le leggi, quando queste non provvengono alla nostra conservazione ed a' nostri bisogni; dalla discordia, dalle violenze, da' risentimcnt ie da' vìzi, che produce e promuove l'eccesso dell'opulenza da una parte, e l'eccesso della miseria dall'altra? (Ivi, voi. IV, libro III, pp. 256-238).
Si veda, per un parallelo, il paragrafo Come si prevengono i delitti , in C. BECCARIA, op. cit., pp. 96-97.
69) Si veda A. GENOVESI, Lezioni cit., p. 167. A differenza di Filangieri, che prevede l'educazione per tutta la popolazione (escluse le donne), il Genovesi la vuole, oltre che per i gentiluomini , per gli artisti eziandio e i contadini i più comodi e qualche parte delle donne .