Rassegna storica del Risorgimento

FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno <1983>   pagina <408>
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Carlo Bordini
pretende per tutti i tempi e per tutte le nazioni, pieno di ingenuo ottimismo nel potere della legge.
Montesquieu egli scrive cerca in questi rapporti lo spirito delle leggi, ed io vi cerco le regole. Egli procura di trovare in essi la ragione di quello che si è fatto, ed io procuro di dedurre le regole di quello che si dee fare . O Filangieri si rende conto che lo spirito ed il genio dominante del secolo è l'acquisto delle ricchezze ; M> e partecipa al generale moto rifor­matore per la fine dell'oppressione feudale, per la divisione delle terre dema­niali, per lo sviluppo delle arti e del commercio, per l'eliminazione di tutti gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo dell'economia.
Nulla di veramente nuovo nel suo programma economico, se non la radicalità (che è già segno dei tempi) con cui le sue tesi vengono presentate. Molto più originali, a mio giudizio, le parti dedicate alle leggi penali ed all'educazione, punto, questo, in cui egli prospetta un progetto di scolarizza­zione universale attuata e controllata dallo stato. Altro aspetto originale, infine, il suo programma sociale. Filangieri non fa parte della schiera degli egualitari del Settecento europeo.84) Egli ammette e difende, come abbiamo visto, il diritto alla proprietà; ma in lui, forse più che in ogni altro illuminista italiano, è presente un programma di redenzione delle classi popolari, che partendo dallo sviluppo dell'agricoltura, delle arti e del commercio sfoci in una ripetutamente conclamata equa ripartizione delle ricchezze. Particolar­mente vivo in lui è il senso di pena e di indignazione per le condizioni delle classi oppresse; e particolarmente insistente e radicale la sua proposta di aumentare il numero dei proprietarj , di smembrare e diffondere la pro­prietà. La sua è una proposta di rigenerazione del lazzarone e del banchiere napoletano, della sua trasformazione in cittadino; egli segue in questo le orme di Genovesi, e contemporaneamente se ne distacca. Egli si rende conto della divisione in classi della società; ritiene che la moltiplicazione dei pro­prietari possa correggerla dandole un equilibrio, ma non ritiene possibile eliminarla.
Egli è uno dei più conseguenti avversari della proprietà baronale ed un tenace assertore della diffusione della piccola proprietà; ma ammette il ruolo dirigente nella società della classe ricca, che vuole non oziosa ed assenteista ma sollecita del bene di tutti, ed educata alla compassione
82) G. FlLANGTERT. Op. Ctl, voi. I, libro I, PP. 113-114.
83) Ivi, p. 297.
84) Anche se nella sua opera appare un'eco di rousseauiano rimpianto per l'originario egualitarismo dei primi tempi dell'umanità, egli lo ritiene impossibile ad attuarsi all'interno di una società civile. ( Ma, infelicemente per la nostra specie, una società cosi fatta non poteva durare lungo tempo tra gli uomini..., Ivi, voi. I, libro I, p. 151. Si vedano, inoltre, le pp. 150-153).
S5) Particolarmente vivo in Filangieri è il senso della degradarione fisica e morale dei servitori dei ricchi oziosi nella capitale. Quegl'esseri... 11 definisce che fanno un commercio infame delia loro libertà, e la condizione de* quali non differisce in altro dalla vera schiavitù, che nel diritto di poter mutare un padrone, diritto che, unito alla facilità di poter essere licenziati a capriccio, gli espone ad un perìcolo, al quale lo schiavo stesso non è soggetto, cioè, di perire dallo stento o di passare ! giorni della loro vecchiezza nell'indi­genza (7ii, voi. I, libro II, p. 465).