Rassegna storica del Risorgimento

FILANGIERI GAETANO SCRITTI
anno <1983>   pagina <409>
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Sul pensiero di Gaetano Filangieri 409
verso le classi inferiori. Accoglie la preposizione rousseauiana per cui la prosperità di uno stato è valutabile solo attraverso la diffusione della felicità e del benessere tra tutti; ma questa diffusa felicità non significa affatto uguaglianza dei beni.
Se vogliamo sintetizzare la proposta di Filangieri in un concetto, pos­siamo dire che egli porta al limite massimo l'ansia genovesiana di inseri­mento nell'apparato produttivo e sociale delle immense sacche di plebi op­presse dalla grande proprietà feudale, delle plebi inurbate e disoccupate. Quello che in Genovesi è ancora in gran parte progetto autoritario (e lo vediamo nella proposta ancora vigente di rinchiudere i poveri nelle case di lavoro, nelle reiterate raccomandazioni a non lesinare nei confronti dei fan­nulloni le pene corporali, nel ruolo tuttora relativamente marginale che egli dà ai progetti di emancipazione economica e sociale delle classi oppresse) in Filangieri acquista un sapore nuovo, che anticipa tempi nuovi. Ben lungi dal costituire un'anticipazione di temi marxiani, e senza confluire nella schiera degli egualitari del Settecento, il Filangieri costituisce, a mio pa­rere, un anticipatore, tutto pieno di elementi filantropici ed utopistici, di correnti populistiche che emergeranno nel periodo giacobino e nel corso del Risorgimento. Educare il popolo; dargli la coscienza della sua dignità; amor di patria; senso dell'esser cittadino; dare partecipazione e coinvol­gimento alle masse popolari, queste eterne assenti; dignità economica; sen­za che questo infici il ruolo dirigente delle classi superiori, che viene, anzi, esaltato da questo compito. Non voglio con questo ricadere in uno dei tipici errori della storiografia tradizionale, e fare del Filangieri un anticipatore di fatti risorgimentali; ma una attenta lettura potrebbe ritrovare la traccia di questi temi, sfrondati dagli aspetti utopistici, nel pensiero di non pochi uomini del Risorgimento. In questo è, in definitiva, la capacità filangieriana di cogliere il senso della situazione in cui viveva; in questo è, possiamo dire, il realismo della sua astratta utopia.
CABLO BORDINI