Rassegna storica del Risorgimento
CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
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1983
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Salvatore Cacopardo Rettore
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adempio ad un dovere di cittadino e di professore rassegnando la mia dimissione dal Rettorato . 7>
Trascorsi due mesi senza che il Cacopardo ricevesse riscontro, il 27 marzo 1861 inviava al Ministro della Pubblica Istruzione Pasquale S. Mancini una lettera dall'identico tenore. Dopo alcuni giorni, e cioè il 4 aprile, ne scriveva una terza, nella quale lamentava che i provvedimenti presi dal Prefetto d'intesa con la Direzione Accademica (chiusura per 15 giorni e poi per altri 6 dell'Università) non avevano contribuito a modificare lo status della situazione (solo sette iscritti in tutto), ed aggiungeva che non riteneva potesse contribuire a riportare l'ordine la temporanea espulsione dei fomentatori dei torbidi : Io sono stato al mio posto affermava sostenendo la legalità a fronte di impetuose dimostrazioni e peggio. Ma da che mi sono convinto che le misure prese non possono condurre a' migliori risultamenti, ho manifestato al Prefetto jer sera la mia decisa volontà a ritirarmi insistendo sulla dimissione per me chiesta il 27 gennaro al Luogotenente Generale.8>
La lunga lettera scritta con pacato distacco, senza risentimenti di sorta si conclude con una preghiera per il meglio dell'Università ; chiede che il DHDndes Reggio, invece di venir nominato alla cattedra di Filosofia del diritto a Genova, lo fosse a Palermo, dove insegnava quella materia il canonico Rajbaudi, più adatto a Filosofia morale.
Tutto resta senza risposta e il Cacopardo torna a insistere perché non aveva visto messo in opera nessuno di que' provvedimenti repressivi, che reclamai invano all'Autorità politica, e mi convinsi che non era più nulla a sperare per ricondurvi l'ordine e la disciplina . 9> Da onesto servitore dello Stato, il Cacopardo si dichiara contrario ad ogni forma di debolezza che, mentre sminuisce l'autorità dello Stato inorgoglisce i petulanti . Occorre inoltre aggiungere che ai fatti scoppiati nell'Università di Palermo il Caco-pardo attribuisce una matrice non esclusivamente universitaria: c'è in lui il convincimento che agitatori , estranei alla vita dell'Ateneo, si siano serviti di quell'occasione per mettere in difficoltà il Paese.10) In un'atmosfera di
7> A.C.S., fondo cit. Lettera personale di Cacopardo indirizzata al Luogotenente Generale datata 23 gennaio 1862.
8) Non deve apparire strano il fatto che il Rettore si rivolgesse direttamente e personal niente al Ministro non rispettando nella sua corrispondenza l'usuale iter burocratico; con Regio Decreto del 12 settembre 1861 si era stabilito che i Rettori delle università siciliane, per questioni concernenti la vita accademica, corrispondessero direttamente col Ministro della Pubblica Istruzione.
9> A.C.S., fondo cit. Lettera di Cacopardo datata 22 aprile 1862 diretta al Ministro della Pubblica Istruzione. Non siamo in grado di chiarire di quali provvedimenti si tratti perché non siamo riusciti a reperire il documento col quale tali provvedimenti sarebbero stati richiesti.
J) Per capire l'allusione agli agitatori occorre tener presente lo stato di degrado della situazione sociale dell'isola all'indomani del plebiscito che aveva sancito l'unione al Piemonte. In particolare durante il periodo della luogotenenza una enorme delusione aveva preso gran parte della popolazione, specie i ceti più umili e i meno abbienti, i quali avevano sperato che qualcosa dovesse cambiare in meglio, ed invece si trovavano dinanzi lo spettro della leva obbligatoria che andava ad aggravare il già pesante stato di cose. Da parte loro, i democratici avevano visto traditi gli ideali che li avevano indotti a combattere a fianco di Garibaldi, per cui erano enormemente delusi e soffiavano sul fuoco della diffusa insoddisfa-