Rassegna storica del Risorgimento
CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
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1983
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Pietro Si ino
disgregazione e di sfida alle leggi dello Stato, egli non giustifica e non condivide la clemenza e il condono usati nei confronti dei 13 studenti colpiti in precedenza da provvedimento di espulsione, provvedimento preso dalle autorità accademiche, d'intesa col prefetto, durante la sua assenza. Il Cacopardo, non ricevendo risposta alle sue reiterate lettere di dimissioni, approfittando del fatto che doveva sottoporsi a cure termali presso i bagni di Sclafani, aveva infatti chiesto ed ottenuto due mesi di congedo ed aveva affidato quindi la reggenza del rettorato al prof. Bruno, il più anziano dei docenti. Nel condono il Cacopardo, più che un gesto di generosità, coglie una dimostrazione di debolezza che, a suo giudizio, avrebbe finito col nuocere notevolmente al prestigio e all'autorità dell'Ateneo in quanto il pubblico credè di assistere ad una commedia, e la classe degli studenti rimase nella convinzione della sua onnipotenza . A testimonianza di questa sua tesi egli fa notare che la maggioranza delle iscrizioni erano state effettuate senza il pagamento delle tasse, in quanto i più ritrosi finsero povertà e furon creduti .
Il fatto che il Cacopardo fosse un uomo tutto d'un pezzo non significa che egli non capisse il mutare dei tempi e non sentisse il bisogno di dare spiegazione e giustificazione a certe situazioni. Di tale sua duttilità egli diede prova al rientro dal congedo, durante il quale, lontano dai frastuoni e dalle tensioni della città e dell'Università, ebbe modo di ponderare con serenità la situazione determinatasi. Infatti, in un'altra lettera al Ministro, mancante di data, ma collocabile intorno alla fine del mese di giugno, si può cogliere un parziale mutamento della sua intransigenza. Nella lettera si parla di due rapporti nei quali avrebbe avanzato delle proposte sorrette da giustizia e consigliate da prudenza , nei quali, tenuto presente che dopo i fatti di novembre quegli studenti che erano riottosi ai pagamenti, si affrettarono a farli, tranne alcuni che son pochissimi, entraron tutti nella legalità, sulla più o meno fondata speranza che si fosse provveduto a' loro reclami per l'attenuazione delle tasse , propone l'applicazione delle nuove norme seguendo una certa gradualità. Occorre tener presente, egli dice, gli studenti giunti alle soglie della laurea: a questi non poteva essere applicato indiscriminatamente l'aumento delle tasse; inoltre occorreva modificare gli esami per gli studenti iscritti negli anni precedenti, mentre trova regolare che la nuova normativa venga applicata agli studenti che in quell'anno erano entrati per la prima volta all'Università. "> Il Cacopardo in effetti ritiene che l'applicazione
zione contribuendo ad aumentare lo stato di risentimento, e determinando nell'isola una situazione di permanente conflittualità. Ciò spiega anche perché tutte le occasioni si presentassero adatte a rendere manifesto tale risentimento.
") A.C.S., fondo cit. Lettera di Cacopardo, senza data, diretta al Ministro della Pubblica Istruzione. Non siamo riusciti a reperire i due rapporti di cui si parla; ne abbiamo, tuttavia, ricostruito il contenuto con l'ausilio di altre lettere. Il fatto che spesso non sì riescano a rintracciare documenti, a cui il Cacopardo fa riferimento, può essere spiegato con la sua abitudine di indicare con la dicitura riservata personalissima le lettere che contenevano notizie e documenti di un certo rilievo. Cacopardo era molto sospettoso e temeva che i ministeriali potessero far trapelare ciò che egli scriveva. Vi è inoltre da aggiungere che dal momento che gli studenti avevano scelto come loro patrocinatore Francesco Crispi, i timori che le sue comunicazioni potessero diventare di dominio pubblico si erano fatti più vivi.