Rassegna storica del Risorgimento

CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
anno <1983>   pagina <415>
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Salvatore Comparilo Rettore 415
della legge Casati avrebbe avuto quasi un significato ed un valore retroattivo, poiché chi aveva scelto la carriera degli studi universitari sotto il passato regime , io aveva fatto conoscendo quali impegni di studio e di spesa econo­mica essa comportava; non si poteva di colpo, quindi, mettere quegli studenti dinnanzi ad una situazione imprevista e, sotto certi aspetti imprevedibile, a danno soprattutto dei meno abbienti. Un tale ammorbidimento, egli sostiene, se realizzato in unità di intenti con le altre Università dell'isola, avrebbe potuto condurre alla pacificazione degli animi degli studenti, li avrebbe ripor­tati allo studio e li avrebbe indotti a pagare le tasse relative al secondo semestre.
Se la meticolosità è la caratteristica propria dei funzionari solerti e puntigliosi, tuttavia tale caratteristica non sempre è gradita ai superiori e ai politici. Forse in questa ottica può essere spiegato il fatto che non si desse quasi mai riscontro alle lettere del Cacopardo, mettendo in atto il principio, assai spesso applicato dai burocrati, che il tempo lascia decantare le cose, ammorbidisce i contrasti, smussa le angolosità delle posizioni controverse, fiacca le animosità rendendo più facile l'accordo. C'è da aggiungere poi, a parziale giustificazione del silenzio ministeriale, che in pochi mesi nel 1862, ben quattro ministri, De Sanctis, Mancini, Matteucci e Amari, si susseguirono alla carica. Malgrado il Cacopardo fosse, sotto certi aspetti, inopportuno , se ne apprezzava inoltre l'attivismo e per tale motivo non si riteneva di dover fare a meno di uno dei primi galantuomini di Sicilia , W. specie nel momento in cui sempre maggiore si faceva il risentimento nei confronti dei continentali giunti nell'isola per piemontizzarla .
Il silenzio di Torino fu rotto, tuttavia, da una comunicazione non buro­cratica e cioè dal conferimento dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine Mauri-ziano. In quel momento ricopriva la carica di Ministro della Pubblica Istru­zione Carlo Matteucci che, proprio perché stimava molto il Cacopardo, gli aveva inviato anche la primizia del Regolamento universitario. Il Caco pardo da parte sua, nel ringraziare il Ministro per l'onorificenza accordatagli, esprime un giudizio positivo sul Regolamento che considera fatto davvero per dare una forte spinta agli studi superiori in quest'Italia che purtroppo ne abbisogna .13) Alla fine della lettera il Cacopardo, memore del comporta­mento poco ossequiente nei confronti della legge dello Stato da parte dei Rettori di Catania e Messina, raccomanda al Ministro di far cadere le nuove scelte su uomini meritevoli.
Venuta a scadenza la carica dei Rettori siciliani, il Ministro accoglie le proposte del Cacopardo, accetta anche le sue dimissioni, e lo sostituisce col
12) Così si esprimeva Perez, sindaco di Palermo, in una lettera diretta al Ministro Coppino, riferendosi al Cacopardo. Identica espressione veniva adoperata da Mantegazza, sempre a proposito del Cacopardo.
>3) A.C.S., fondo cit. Lettera di Cacopardo indirizzata al Ministro della Pubblica Istruzione recante la data del 13 ottobre 1862. Carlo Matteucci, senatore del regno, aveva, in data 15 maggio 1861, presentato un progetto di legge sul riordinamento dell'istruzione superiore; divenuto in data 31 marzo 1862 ministro pensò di poter provvedere in maniera più rapida al riordino dell'università. Lasciò decadere il proprio progetto e predispose un Regolamento che va sotto il nome di Regolamento Matteucci e che reca la data del 14 set­tembre 1862.