Rassegna storica del Risorgimento

CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
anno <1983>   pagina <416>
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Pietro Siino
prof. Nicolò Musumeci. Liberato dall'onerosa e scarsamente gratificante in­combenza, il Cacopardo poteva con maggiore impegno dedicarsi all'attività didattica, alla ricerca scientifica e alla cura della rivista l'Osservatore medico, giornale siciliano da lui fondato e diretto sin dal 1852. Era questa una rivista scientifica di notevole rilevanza sia perché in essa confluivano gli scritti e le esperienze più significative di eminenti scienziati italiani e stranieri, sìa per­ché quella rivista veniva a rappresentare un elemento di propulsione per l'approfondimento del dibattito sulle più recenti problematiche e sperimenta­zioni in campo chirurgico. Nella presentazione del primo numero, il Caco-pardo, rivolto alla classe medica, dice che gli argomenti della rivista avreb­bero riguardato que' tali argomenti che nelle scienze medico-chirurgiche hanno uno stretto rapporto con la pratica. Per tale motivo crediamo di riuscire al doppio scopo, di giovare in atto allo esercizio della medicina, e divulgare materiali che giovino quandochesia alla scienza.
Ma lo scopo precipuo della rivista, egli afferma, era di diffondere le attualità che, il progresso in Italia, e là oltre i monti va introducendo nelle scienze medico-chirurgiche. Ciò dice chiaramente che intendiamo diffondere la medicina straniera in Sicilia... la nostra posizione geografica e le condi­zioni dell'attuale istruzione medica mi han persuaso che il tentar questa via potrebbe tornare ad utilità grandissima.14) E non v'ha dubbio che grazie a quella rivista la medicina siciliana, e quella palermitana in particolare, sia rimasta a stretto contatto con le punte più avanzate della sperimentazione medico-chirurgica italiana ed europea traendone non poco giovamento.
Rieletto Preside di Medicina in sostituzione del prof. Niccolò Cervello, il Cacopardo riprende la direzione della Facoltà alla cui guida era già stato nel 1860, e che terrà ininterrottamente fino al 1880. Ma anche come Preside, non cercò una vita tranquilla: il 29 febbraio del 1868, infatti, invia una lettera accompagnata da un lungo esposto al Ministro Emilio Broglio e dice che non ritiene di potere occupare utilmente il posto di Preside per la terza volta e ne rassegna le dimissioni.,5) In effetti dalla lettura dell'esposto ci accorgiamo che le dimissioni sono un atto di protesta contro certo costume prevaricante messo in pratica con sistematicità, a suo dire, da alcuni rettori. Nel caso specifico si trattava, a suo giudizio, di un atto scorretto, anzi scandaloso , compiuto da un Rettore come Stanislao Cannizzaro, nella nomina di un professore supplente alla cattedra di Clinica Chirurgica.
Dai numerosi documenti ed attestati da noi consultati emerge evidente che il prof. Cacopardo, sin dai primi anni di impegno accademico aveva perseguito con costanza il duplice scopo di elevare il livello sia culturale sia morale dell'Ateneo palermitano, pur troppo afferma negletto nei tempi andati , e non aveva mai smesso di lottare contro il nepotismo che fu vera peste tra noi, e cagione efficacissima di scoraggiamento ai nostri studiosi, e per tale motivo dichiara che non può restarsene indifferente quando vede risorgere sotto forme nuove quel tal favoritismo che scoraggia tutti; scre-
M) Osservatore medico, giornale siciliano diretto da Salvatore Cacopardo, Palermo, voi. I, luglio-agosto 1852, p. IX.
15> A.G.S., fondo cit. Lettera personale riservatissima di Cacopardo diretta al Ministro della Pubblica Istruzione, datata 29 febbraio 1868.