Rassegna storica del Risorgimento
CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
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1983
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Salvatore Cacopardo Rettore 417
dita il Governo, danneggia l'istruzione.16) Nella fattispecie gli strali di Cacopardo si rivolgevano contro Enrico Albanese, non certo per la persona, al di sopra di qualsiasi questione scientifica, ma per il modo in cui il giovane medico di Garibaldi veniva ad inserirsi nella vita accademica palermitana. Ma riportiamo i fatti. Il 4 febbraio era morto il professore titolare della Cattedra di Chirurgia e molti giovani, speranzosi di poter occupare, anche se provvisoriamente, quella cattedra, si erano fatti avanti. In tutto l'ambiente medico serpeggiava tuttavia il sospetto che la cattedra fosse già stata assegnata in pectore all'Albanese, in quanto pupillo del Rettore. Reputando che non esistessero differenze qualitative da far preferire l'uno agli altri (per la verità il Cacopardo riteneva che nessuno degli assistenti aspiranti avesse quelle capacità necessarie per rispondere alle esigenze), il Preside si recava dal Rettore al fine di accordarsi sui criteri di nomina. Fu convenuto di affidare l'incarico di supplente al primo assistente e cioè al dott. Mar-chesano siccome quegli che per legge è tenuto a supplire il Professore, e che, ben lontano dall'aspirare alla Cattedra, serviva bene allo scopo di allontanare qualsiasi sospetto di preferenza . 17> Tutto era andato liscio, il Rettore aveva avanzato proposta telegrafica al Ministero che, nel giro di qualche giorno, la convalidava.
In data 12 febbraio, a soli cinque giorni dalla attribuzione ufficiale della supplenza, il Rettore, sua sponte, senza dir nulla al Preside della Facoltà, con una riservatissima segnalava al Ministro la poca attitudine dell'insegnante provvisorio e chiedeva, quindi, di provvedere alla sostituzione con un altro professore. Scrive il Cacopardo che sarebbe stato d'obbligo prospettare un nome che sostituisse l'inetto insegnante, ma non ne fu indicato nessuno (troppo scandaloso sarebbe apparso agli occhi di tutti se da parte del Rettore fosse stato fatto direttamente il nome dell'Albanese); ,8> ma soprattutto sarebbe stato giuridicamente e moralmente doveroso che prima se ne discutesse col Preside della Facoltà il quale era l'unico che dovesse saperne qualcosa : ma tutto fu fatto in affrettata segretezza. Nelle carte ufficiali non fu indicato nessun nominativo, per dare l'impressione che tutto venisse fatto nel nome della scienza ed a vantaggio dell'Università. E per fare in modo che l' operazione andasse a buon fine si provvide per
16) La procedura delle dimissioni è quantomeno anomala perché avrebbe dovuto presentarle al Rettore o al corpo docente che l'aveva eletto; il Cacopardo segue una via doppiamente irregolare non Bolo per suscitare scalpore data la gravità del fatto, ma anche perché le dimissioni presentate al rettore sarebbero state accolte senza che le autorità governative venissero Informate in forma ufficiale del pasticcio.
17) A.C.S., fondo eh. Lettera di Cacopardo del 29 febbraio 1868, diretta al Ministro della Pubblica Istruzione.
1*) Il dott. Albanese, divenuto poi un famoso chirurgo e a cui la città di Palermo ha dedicato una via, aveva il merito di aver fatto parte, come volontario garibaldino, dell'equipe di medici che, dopo Aspromonte, aveva avuto in cura il gen. Garibaldi. Secondo la testimonianza del cap. medico Giuseppe Basile, anche lui siciliano, di Siculiana, sarebbero stati loro due a convincere, dopo 86 giorni, i grandi luminari della scienza che si alternavano al capezzale del grande ferito, che la pallottola era ancora ritenuta all'interno della gamba e che occorreva procedere all'estrazione onde impedire il formarsi di una cancrena. Tale episodio è confermato da Napoleone Cola Janni, anche lui volontario garibaldino, presente ai fatti di Aspromonte.