Rassegna storica del Risorgimento

CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
anno <1983>   pagina <419>
immagine non disponibile

Salvatore Cacopardo Rettore 419
discorsiva e ricorrere alle astuzie della diplomazia politica per tentare di lasciar fuori da ogni responsabilità il Rettore, che a suo dire, non avrebbe avuto gran peso nella risoluzione del Ministro che aveva deciso la nomina dell'Albanese dietro suggerimenti venutigli da alcuni professori autorevoli della materia fra cui il prof. Zannetti ; comunque l'Albanese avrebbe lasciato l'insegnamento di Anatomia Topografica per affidarla al dott. Marchesane) Il Cacopardo a questo punto si pose il problema se fosse moralmente più conveniente abbandonare la palestra, lasciando campo libero o se non fosse più dignitoso lottare, anche se costretto ad ingoiare i rospi delle sconfitte. Dietro pressione del Segretario generale del Ministero e dei colleghi che, pur non professandosi amici, ne apprezzavano il coraggio e l'integrità morale, il Cacopardo decise di rimanere alla guida della Facoltà.
Con Decreto Reale del 13 marzo 1870 si disponeva che l'insegnamento della medicina legale fosse esteso anche agli studenti della Facoltà di Giuri­sprudenza, per i quali però occorreva tenere un corso differenziato da quello degli studenti di medicina, e il prof. Cacopardo assunse gratuitamente l'inca­rico e lo tenne fino alla fine della sua carriera senza retribuzione suppletiva. Solo negli ultimi anni, quando si accorse che agli altri colleghi il doppio incarico veniva retribuito egli accese un contenzioso col Ministero per il rico­noscimento di quel diritto. Ma ogni tentativo fu vano per il fatto che all'ori­gine il Cacopardo aveva sottoscritto la dichiarazione di accettazione gratuita del doppio incarico.
I lunghi anni trascorsi immerso tra i problemi dell'istruzione popolare avevano conferito al Cacopardo una notevole esperienza attestata anche dal fatto che in più occasioni aveva inviato al Ministero rilievi e suggerimenti in proposito. L'isolamento, il convincimento di poter valere qualcosa di più di molti arrivisti , e la ingenua presunzione che avrebbe potuto fare qualcosa per il bene pubblico, lo indussero a sperare nella nomina a senatore, ed in tal senso rivolse preghiere prima al Ministro Bonghi e successivamente al Ceppino. Le motivazioni delle sue richieste trovavano un certo fondamento e nel fatto che, come scrive, tra le Università primarie quella di Palermo era l'unica a non essere rappresentata in Senato, e perché, ora che l'istru­zione comincia a contare anch'essa nella bilancia politica, l'apporto di per­sone competenti sarebbe stato di grande ausilio nel predisporre i progetti di riforma scolastica, in particolare della scuola media e superiore. Due let­tere, una del settembre del 1873 ed una del 1876 scritte dal senatore Perez, sindaco di Palermo, la prima indirizzata al Ministro Scialoja e l'altra al Ministro Coppino, caldeggiano il nome del Cacopardo, come meritevole del­l'alto grado di Senatore e per i meriti personali che per le cariche pubbliche degnamente occupate, nonché pei servigi resi alla pubblica istruzione . ffl>
Ma le nomine dei senatori non avvenivano sulla base della semplice segnalazione o della valutazione dei meriti personali singoli, le designazioni
22) ìbidem. Lettera di Federico Napoli, segretario al Ministero della Pubblica Istru­zione diretta a Cacopardo in data 6 marzo 1868. Quella risposta era un affettuoso invito a lasciar perdere ogni rimostranza e di non appigliarsi alla forma, tanto più che anche il dott. Marchesane aveva avuto il suo contentino.
23) Ibidem. Lettera di Perez al Ministro della Pubblica Istruzione.