Rassegna storica del Risorgimento

CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
anno <1983>   pagina <420>
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Pietro Siino
erano molto più complesse, e non è da escludere che il carattere eccessiva­mente rigido dell'uomo abbia pesato contro la sua nomina. Certamente la mancata nomina gli causò un cruccio quasi astioso, dei quale abbiamo testi­monianza in una lettera piena di risentimento nei confronti del Ministro Coppino. Leggendo l'elenco dei nuovi senatori, il Cacopardo non solo ebbe a constatare la sua esclusione, ma credè di trovare nell'elenco il nome del collega Bruno. In uno scatto di reazione emotiva egli scrisse al Ministro facendo notare che il nome del professore Bruno era sconosciuto fin entro le mura di Palermo . Il Ministro che in più occasioni aveva dimostrato di apprezzarne i meriti e le capacità, seppe comprendere il suo stato d'animo e, a stretto giro di posta, chiariva che si trattava di un caso di omonimia e che il Bruno dell'elenco non era il prof. Bruno dell'Università di Palermo.
Ben presto tuttavia il Cacopardo si convinse che non sarebbe divenuto senatore e rinunciando alle ambizioni politiche si dedicò totalmente all'attività didattica ed a riprendere i suoi rapporti con le Accademie di cui era socio. 34)
Egli si battè con ogni energia al fine di far dotare la città di Palermo di una Scuola di Veterinaria {ed in tal senso fece deliberare il Consiglio Accademico) ed era fermamente convinto che la Sicilia, terra fondamental­mente agricola e di pastorizia , avesse bisogno di quella scuola per miglio­rare la qualità degli allevamenti e del patrimonio zootecnico, e con esso le condizioni di vita degli uomini della campagna. Purtroppo a Roma non riuscì a trovare gli appoggi necessari per riuscire nel suo intento, per cui il suo progetto restò senza un seguito. Finché fu all'Università non smise mai di combattere gli abusi di potere e il sistema personale di gestione del­l'Ateneo palermitano. Al ministro Coppino che confidenzialmente gli aveva chiesto notizia sulla sua Università l'avvento della Sinistra aveva suscitato nuove speranze in Cacopardo egli scriveva una lunga lettera in data 11 settembre 1877, nella quale metteva in evidenza che nel Consiglio Accademico prevaleva il senso dissolutorio e il desiderio della popolarità male intesa, e che per tali motivi a moltissimi studenti, sebbene appartenenti a famiglie di condizione agiata, veniva accordata la esenzione dalle tasse. Il colmo di tale dissolutezza egli lo trova nel fatto che tra gli indigenti si trovasse il nome di un Consigliere di Corte di Appello. Lamenta inoltre il fatto che a piacimento si sopprimessero ed accendessero insegnamenti, non perché ciò rientrasse nell'ottica di una filosofia operativa dell'Ateneo, ma per la cattiva abitudine di considerare l'Università un feudo privato al servizio di par­ticolari interessi .25>
E se egli è disposto ad accettare le decisioni affidate alla discrezionalità delle autorità accademiche, non può tacere per le decisioni cantra legem, come nel caso della Medicina Operativa, unificata dalla legge con la Clinica Chirurgi­ca per motivi di ordine scientifico e di funzionalità. A Palermo, invece, proprio
24) Il Cacopardo era socio di alcune Accademie e a causa degli oneri derivanti anche dalla carica di Rettore non poteva dedicarsi con maggiore impegno agli incontri. Dal 1864 al 1868 egli fu presidente dell'Accademia medica e segretario dell'Accademia di Scienze e Lettere di Palermo per il ramo Scienze,
25) A.C.S., fondo cit. Lettera di Cacopardo, datata 11 settembre 1877, diretta al Ministro della Pubblica Istruzione.