Rassegna storica del Risorgimento
CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
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1983
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Pietro Siino
a tenersi costantemente inseriti nel dibattito della vera cultura, con notevole vantaggio sia per la scuola sia per la società.
In altra parte abbiamo detto che malgrado l'apparente conservatorismo, il Cacopardo seppe essere attento ai cambiamenti e seppe anche coglierne i segni premonitori. Dinnanzi ai profondi mutamenti che via via si andavano registrando nel campo del lavoro e della produzione, egli comprese che onde evitare di creare giovani spiantati occorreva offrire loro la possibilità di entrare in possesso di validi strumenti che consentissero di inserirsi produttivamente nel campo del lavoro. Dinnanzi alla prospettiva del fenomeno della industrializzazione egli ritiene indispensabile fornire il paese di scuole tecniche, ma avverte, e qui si rivela un antesignano, che una vera formazione tecnica non può prescindere da un fondamento umanistico.28'
Nel suo manoscritto egli affronta un altro problema che negli ultimi decenni ha impegnato pedagogisti, politici e sociologi: gli esami di licenza liceale. Egli trova eccessivamente pesanti gli esami così come eran congegnati allora, perché considera oltremodo faticoso e stressante per le giovani menti il fatto che esse dovessero rispondere su tutte le discipline relative agli ultimi tre anni del liceo, e ciò anche perché i professori largheggiano negli esami di promozione (passaggio da una classe all'altra), per finire poi, col cumulare tutto all'ultimo anno . w> Ritiene che sarebbe opportuna ima differenziazione nel programma e nel tipo di studi, in modo da disporre un piano di studi meno pesante per le minori professioni purché consono al tipo di occupazione, e, pretendere invece, una preparazione più completa e varia per professioni più. alte . Tuttavia ritiene d'obbligo il rigore nelle classi di passaggio, per non pretendere che all'ultimo anno gli studenti sappiano quello che non hanno imparato nel corso dei precedenti anni. Occorre anzi, egli dice, ridurre a giusta meta e tollerabili le materie degli esami l'ultimo anno. Senza tali modifiche frustra laboremtts e per la cultura e per l'ammigliora-mento delle Università . La parte conclusiva del manoscritto è riservata al ruolo delle università. Egli avverte che l'avvenire è destinato a valorizzare la professionalità nel campo della produttività; guarda all'industria germanica e francese ed avverte il primo sviluppo di quella italiana, e si rende conto che l'industrializzazione, per esigenze tecniche, dovrà modificare in modo rivoluzionario i metodi di lavoro: propone quindi di ridurre il numero delle università e sostituire quelle soppresse con ben organizzate scuole professionali che sappiano preparare adeguatamente le nuove forze della produzione, consentendo loro di avere quella coscienza e preparazione professionale che è presupposto fondamentale per un impegno operativo capace di rispondere alle nuove esigenze. Tutti sappiamo che quel numero [delle università] ci opprime, ma poi per l'uno o per l'altro pretesto, ci arrestiamo dinanzi allo spettro
2*) Non sappiamo se il Cacopardo avesse intuito il problema delle due culture così come è stato avvertito all'indomani del secondo conflitto mondiale; pensiamo di no, ma certamente, innamorato come egli era del concetto di armonia così come era inteso nel mondo classico, riteneva che per una vera educazione integrale fosse necessaria una educazione umanistica di base.
29) A.C.S., fondo cit. Manoscritto del Cacopardo.
30) Noi crediamo che le scuole professionali a cui il Cacopardo fa riferimento siano scuole superiori di formazione professionale.