Rassegna storica del Risorgimento
CACOPARDO SALVATORE; UNIVERSIT? DI PALERMO STORIA 1860-1880
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1983
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Salvatore Cacopardo Rettore
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delle necessità storiche: il vero è, che la politica personale ci ha fatto smettere dalla coraggiosa iniziativa .31 A parte la scarsa efficienza, egli ritiene eccessivamente dispendioso mantenere in vita macroscopiche strutture universitarie poco attrezzate, e quindi poco funzionali, che poi continuano a fornirci mediocri professionisti (per provvedere ad attrezzare e rendere funzionali tutte le università italiane, egli dice, qualsiasi bilancio, anche del più prospero paese, non sarebbe bastevole). La sintesi del suo discorso è dunque: poche università ma buone, molte scuole professionali utili ed efficienti. Non dimentichiamo egli dice a conclusione del suo discorso che i mediocri Atenei spandono ovunque tale uggia che pregiudica e molto il prosperar dei buoni. Guardino all'Austria, alla Francia, all'Inghilterra che han pochi e pochissimi Atenei, ma ben dotati e rigorosi .
Questo manoscritto segna il canto del cigno del professor Cacopardo; dopo quella data sono poche le lettere ed i documenti ufficiali che lo riguardano; troviamo solo la corrispondenza relativa alla sua richiesta perché gli fosse riconosciuto il diritto alla retribuzione del secondo incarico, qualche lettera privata e nient'altro.
Il Ministero gli manifesta ancora la sua st'ma e il 30 ottobre 1880 gli attribuisce la onorificenza di Commendatore della Corona d'Italia.33) Questo fatto, anziché pacificarne lo spirito, contribuisce a dargli la sensazione di aver ormai svolto la sua funzione scientifica e accademica. Fiaccato da disturbi fisici, stanco di lottare contro una realtà per nulla disponibile al cambiamento, il Cacopardo attua un graduale disimpegno da tutte le attività pubbliche per dedicare un po' più di tempo alla famiglia e alla salute. Con il 1882 pone fine anche alla pubblicazione della rivista, della quale, a ragione, aveva menato gran vanto per l'efficace ruolo di sensibilizzazione svolto tra la classe medica palermitana.
Come abbiamo potuto rilevare dall'esame dei registri dell'Accademia di Scienze e Lettere di Palermo, la sua presenza alle riunioni si fa sempre più saltuaria. 3) Nel 1888 l'Assemblea dei Soci lo nomina socio emerito . Da allora nessun segno della sua presenza presso l'Accademia. Salvatore Caco-pardo moriva a Palermo il 7 marzo 1891, all'età di 76 anni.35)
L'impossibilità di avere tra le mani altri documenti più personali ci ha impedito di cogliere la figura del Cacopardo in tutte le sue sfaccettature. Una corrispondenza meno ufficiale ci avrebbe sicuramente offerto la possibilità di conoscere il suo pensiero sul problema del rapporto Stato-Chiesa, sulla situazione italiana, e in particolare avremmo potuto capire il suo pensiero sulla difficile situazione siciliana nei tormentosi anni della unificazione politica, morale e sociale del paese. Qualcosa siamo riusciti a cogliere tra le righe delle lettere ufficiali, e da quei pochi cenni si può evincere che in lui
31) A.C.S., fondo cit Manoscritto Cacopardo.
32) Ibidem.
33) Ibidem. Lettera del 30 ottobre 1880 di Cacopardo al Ministro della Pubblica Istruzione.
34) Archivio dell'Accademia di Scienze e Lettere di Palermo, Registro delle adunanze dell'Accademia del 1832 e successive.
35) Archivio Comunale di Palermo, Atti dello Stato Civile, registri di morte decennali, voi. 1890-1900,