Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
anno
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1983
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pagina
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425
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IL COMPIMENTO DELLO STATO NAZIONALE
ROMENO E L'ITALIA. OPINIONE PUBBLICA E
INIZIATIVE POLITICO-DIPLOMATICHE
Nel clamore della guerra vittoriosa e di un dopoguerra subito segnato da gravi problemi di carattere interno e internazionale l'opinione pubblica italiana prestò agli avvenimenti di Romania un'attenzione limitata, anche se significativa. La Romania era entrata in guerra solo il 27 agosto 1916 !> dopo le incertezze di una lunga neutralità durante la quale il governo Bràtianu aveva trattato sia con gli Imperi centrali, sia con gli Stati dell'Intesa. *>
A Bucarest massimo era stato l'interesse nei confronti dell'atteggiamento italiano. Il Ministro d'Italia presso la capitale romena, barone Carlo Fasciotti3> e il Primo Ministro Ion I. C. Bràtianu sottoscrissero il 23 settembre 1914 e il 6 febbraio 1915 due accordi che tendevano a far agire di conserva le due nazioni, essendo la loro posizione diplomatica molto simile, se non identica. Per il primo di essi 4> Italia e Romania si impegnavano a non uscire
D 11 testo della dichiarazione di guerra alFAustria-Ungheria (27 agosto 1916) in italiano può esser visto in La lotta secolare del popolo romeno per l'indipendenza, la libertà e l'unità nazionale. Documenti, Roma, 1980, voi. VI, pp. 157-160; nella stessa raccolta (pp. 152-157) si vedano i testi della Convenzione politica e di quella militare (ambedue del 17 agosto 1916) che la Romania concluse con Russia, Francia, Inghilterra e Italia e prelusero all'intervento romeno; per il testo originale in francese delle stesse Convenzioni si veda invece Trattati e convenzioni fra il Regno d'Italia e gli altri Stati, voi. XXIII. Roma, 1930, pp. 412-420.
2) Sugli eventi intercorsi tra il 1914 e l'agosto 1916 e in particolare sulle trattative che il Governo romeno condusse su due tavoli prima di scegliere in quale campo entrare in guerra: L. CIALDEA, La politica estera della Romania nel quarantennio prebellico, Bologna, 1933; ID., L'intervento romeno nella guerra mondiale (1914-agosto 1916), Pavia, 1941; T. GHEORGHIU, Relafiile romàno-ruse in perioada neutralitafii Romanici (1914-agust 1916), in Studii fi referate privind istoria Rominiei, Bucuresti,, 1954, pp. 1445-1518; C. IORDAN-SIMA, L'entrée en guerre de l'Italie et la position des Etats neutres du Sud-Est européen (avril-mai 1915), in Revue roumaine d'histoire, XV. 1976, pp. 281-291: A. IORDACHE, Les relatìons diplomatiques de la Roumanie avec les Puissances Centrales pendant les années de la neutra-lite (1914-1916), ivi, pp. 265-280; F. GUIDA, Romania 1917-22: aspirazioni nazionali e conflitti sociali, in Rivoluzione e reazione in Europa. 1917-1924, Roma, 1978, II, pp. 1-105.
3) Fu ministro d'Italia a Bucarest dal giugno 1911 all'agosto 1919. A lui si era pensato come candidato alla Consulta nel settembre-ottobre 1914, dato il pessimo stato di salute, cui seguì in breve la morte, di Antonino di San Giuliano (1852-1914); cfr. S. SONNTNO, Carteggio 1914-1916 (a cura di P. PASTORELLI), Poma-Bari, 1974, pp. 34-36, 41.
4> SI veda il testo in La lotta secolare eh., p. 125. Si veda anche C. IORDAN-SIMA, art. cit., p. 281, con la bibliografia in nota, e G. E. TORREY, The Rumanian-Itallan Agreement of 23 September 1914, in The Slavonic and East European Review, XLIV, 1966, 103, pp. 403-420. Quest'ultimo sottolinea il ruolo di San Giuliano e Fasciotti nella vicenda e il fatto che il primo accettò di firmare l'accordo temendo 11 crollo dell'Austria-Ungheria e una conseguente crescita della presenza slava nella penisola balcanica. Non mancò, secondo Torrey, la convinzione da parte del Ministro italiano degli Esteri che l'accordo con la Romania