Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
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1983
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426 Francesco Guida
dalla neutralità senza un preventivo avviso di otto giorni. Il secondo accordo, invece, si rese necessario poiché sin dal dicembre Bràtianu cominciò a mostrare segni di inquietudine, chiedendo se non fosse giunto il momento di dare ulteriore svolgimento all'accordo segreto del 23 settembre, se non si potesse prevedere un parziale smembramento dell'Austria-Ungheria e poi, nel gennaio 1915. se in caso di attacco austriaco alla Romania, l'Italia avrebbe applicato il trattato di alleanza del 1888. Di fronte all'agitazione del Primo Ministro romeno, Sidney Sonnino, oltre a compiere un passo presso Vienna perché la Ballplatz desse assicurazioni sulle proprie intenzioni pacifiche nei riguardi della Romania, preferì concludere un nuovo accordo con Bucarest piuttosto che riconoscere validità al trattato del 1888. Il nuovo accordo di mutua difesa del 6 febbraio 1915 fu esplicitamente antiaustriaco, ma ebbe una validità di soli quattro mesi, né aboliva quello del settembre 1914.
Il parallelismo tra la condotta diplomatica di Roma e Bucarest venne a cadere quando l'Italia, con la conclusione del Patto di Londra del 26 aprile 1915, decise autonomamente di scendere in campo accanto a Francia e Inghilterra più di un anno prima della Romania. Per questo il governo di Bucarest si lamentò di non essere stato informato pienamente da Roma dello svolgersi e della conclusione delle trattative con Londra, Parigi e Pietro-grado. Anzi, mentre le trattative russo-romene erano giunte a una impasse, Bràtianu inviò a Roma in missione speciale il colonnello Vasile Rudeanu (che era rappresentante dell'esercito romeno presso gli Stati maggiori francese e britannico sin dal 1914 e vi rimarrà fino al 1918) per spiegare quella impasse e soprattutto per esternare il malcontento per non essere stato informato per tempo circa la conclusione del Patto di Londra.7)
Sonnino tuttavia ritenne giustificata la propria azione diplomatica e a sua volta considerò negativamente il successivo tergiversare e la scarsa elasticità nelle trattative di Bràtianu.8) Durante tutta la primavera del 1915 vi era stato in effetti un continuo scambio di messaggi tra Roma e Bucarest
avrebbe rafforzato la posizione dell'Italia nelle trattative con l'Intesa. In ogni caso anche San "Giuliano non intese realmente legare la politica estera italiana a quella della Romania, ufficialmente condotta da Emil Porumbaru, che giustamente viene definito figurehead foreign minister , poiché regolarmente scavalcato nelle trattative tra gli esponenti italiani (e stranieri in genere) e il Primo Ministro Bràtianu.
5) Il trattato di alleanza austro-romeno del 30 ottobre 1883 aveva avuto in pari data l'adesione della Germania e solo il 15 maggio 1888 quella dell'Italia. L'ultimo rinnovo risaliva appena al 5 febbraio 1913. È evidente come esso rientrasse nel quadro della Triplice Alleanza,
6) Cfr. S. SONNINO, Carteggio 1914-1916, eh., pp. 165-167, 170-176, 181-185 (con il testo in bozza e definitivo dell'accordo).
7> Arhiva Bibliotecii Centrale de Stat, Bucuresti, Fonds Saint-Georges, P. CCCXCVI, D. 6, Les déclarations faites par le colonel Rudeanu au roi d'Italie, le 18 mai 1915, in
G. tORDAN-SlMA, OP. clt., p. 289.
S) S. SONNINO, Carteggio 1914-1916 clt., pp. 446 (con il parere di Salandra), 452, 609 (Bràtianu seguita a fare la scherma, 1 novembre 1915); Io., Diario 1914-1916 (a cura di P. PASTORELLI), Bari, 1972, pp. 142, 157, 160-161, 165 ( Brfitianu seguita a cavillare), 26 giugno 1915), 168 (Credevo poco all'entrata In azione della Rumenia, 29 giugno 1915), 169 (* la Rumenia non entrerà per ora in campo , 30 giugno 1915), 247.