Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
anno <1983>   pagina <427>
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Lo Stato nazionale romeno e l'Italia 427
e conttati vi furono anche tra i due monarchi, che si ripeterono nell'autunno 1916. Sonnino, pur cercando di non prendere impegni irreversibili con Bràtianu, aveva fatto di tutto per prepararlo all'ingresso italiano in guerra non senza l'assenso del Primo Ministro romeno, sia pure sempre più cauto per l'andamento della guerra sfavorevole ai Russi e la sostanziale inazione dell'esercito dell'Intesa nella penisola balcanica.10) Il Ministro degli Esteri italiano sin dall'autunno 1914 era proclive a più stretti accordi e a con­certare provvedimenti con la Romania. "> D'altra parte, anche autorevoli collaboratori di Sonnino erano convinti che fosse imprescindibile l'entrata in campagna della Romania insieme a noi I2> e che l'Italia non deve e non può entrare in guerra se non insieme alla Romania .U) Seri problemi, però, erano insorti da tempo riguardo ai compensi territoriali da assegnare alla Romania in caso di vittoria, soprattutto per ciò che concerneva la Bucovìna e il Banato, poiché la Russia non intendeva annettere alla Romania anche i territori con popolazione slava. Al riguardo a Bràtianu da Roma vennero continui consigli di moderazione nelle richieste. ,4> Furono anche questi i motivi della mancata simultaneità di azione tra Roma e Bucarest e non solo il desiderio di Sonnino di mantenere fino all'ultimo la propria autonomia di iniziativa. Il governo italiano fornì tuttavia in seguito buona parte di quei prestiti concessi dall'Intesa alla Romania per l'acquisto di forniture militari in Occidente, prestiti che contribuirono a guadagnare Bucarest alla causa dell'Intesa.
Le motivazioni dell'intervento romeno furono ovviamente anche altre. In primo luogo, a prescindere dalla Bessarabia che faceva parte dell'Impero russo, tutte le regioni considerate irredente dai Romeni, erano incluse nei confini delI'Austria-Ungheria e solo uno smembramento di questo Stato avrebbe consentito come poi di fatto avvenne l'acquisto della Bucovìna, della Transilvania e del Banato. Inoltre una sconfitta della Germania avrebbe significato la fine del controllo esercitato dal capitale tedesco su buona parte dell'economia romena. È opportuno ricordare che il capitale anglo-francese, nonché delle altre nazioni occidentali, comprese Italia e Stati Uniti, non si dimostrerà in seguito meno invadente.
9) Cfr. S. SONNINO, Carteggio 1914-1916 di., pp. 149-150. 642-645. 468-650.
10) [vi. pp. 217. 233, 238-239, 242-244. 261-262, 392. 417-420. ) S. SONNINO, Diario 1914-1916 cit., pp. 18 e 27.
J2) S. SONNINO. Carteggio 1914-1916 eh... p. 214 (è il parere di Tommaso Tittoni, allora ambasciatore a Parigi).
,3J Ivi, p, 481 sgg.: con tale frase inizia un'acuta analisi dei rapporti tra Italia e Romania, dovuta a Giacomo De Martino (1868-1957), segretario generale del Ministero degli Affari Esteri dal gennaio 1913 al dicembre 1919. Interessante il breve post scriptum: Met­tere un milione di fondi segreti a disposizione di Fasciatili .
n) Ivi. p. 452 S. SONNINO, Diario 1914-1916 cit., pp. 142. 157. 160-161.
!5) Si vedano A. TOPLICEANU, Lupta pentru petrol. Trusturite straine si politica Romànici. Bucuresti, 1929: E.C. MUNTEANU-T. NECSA, Jefuirea petrolutui romànesc de cafre trusturiìe imperialiste tn atiii 1917~I923, in Studii i referate privind istoria Romìniei, Bucu-rcstì, 1954. pp. 1549-1586: A. ROMAN, Urtettlrlfe trusturllor imperialiste cu prilejul ìntocmirii tegH minerilor din 1924, ivi, pp. 1620-1631 Ha legge sulle miniere del 1924, decretandone la nazionalizzazione, colpiva importanti interessi stranieri); I. C?RT?NA, Din actìvitatea diplo­matica a Romanici pentru desfintarea Comisìel Inferaliate a DunSrì (1919-1920). in Revista Arhivelor, XTT, 1969, 1 pp. 119-128 (anche nella questione del controllò sulla navigazione del