Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
anno <1983>   pagina <428>
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Francesco Guida
La guerra per la Romania non ebbe esito favorevole. Non sorretto convenientemente dalla promessa avanzata delle truppe dell'Intesa nella peni­sola di Gallipoli e nei Balcani né dalla Russia sul fronte ucraino e della Do-brugia, l'esercito romeno dopo i primi effimeri successi che permisero l'occu­pazione di parte della Transilvania dal momento che l'esercito austro-ungarico era impegnato sugli altri fronti, fu costretto a ripiegare in Moldavia, sotto l'incalzare di Tedeschi, Austro-ungarici, Turchi e Bulgari, ai quali dovette abbandonare tre quarti del territorio nazionale. Degna di ammirazione fu la resistenza romena in Moldavia che durò tutto il 1917 e fu caratterizzata da una controffensiva guidata dal gen. Alexandru Averescu, che riuscì a sfondare il fronte nemico per una profondità di- venti chilometri e un'ampiezza di trenta. Ciò si giustifica anche con una momentanea debolezza degli Austro-tedeschi, con la collaborazione anch'essa momentanea 16> dei Russi e con l'arrivo delle forniture e dei consiglieri militari alleati. 17>
L'armistizio di Focsani (9 dicembre 1917), prorogato il 5 marzo 1918, il trattato preliminare di Buftea (18 marzo 1918) e poi la pace di Bucarest del 7 maggio 1918, in buona misura conseguenza della più nota pace di Brest-Litovsk firmata dal governo bolscevico russo con la Germania e l'Austria-Ungheria, segnarono lo tappe del disimpegno militare dei Romeni. Conclu­dere la pace fu ineluttabile, ma le condizioni imposte dagli Imperi centrali furono molto dure, tanto che né Bràtianu, né il suo successore (per pochi giorni) gen. Averescu vollero firmarla pur riconoscendo che non si poteva continuare la guerra e ne lasciarono l'incombenza al governo del conser-
Danubio e sui relativi commerci gli interessi romeni e quelli delle Potenze occidentali si trovarono in evidente contrasto). Ma si vedano anche le pressioni alleate per impedire che i proprietari terrieri stranieri venissero espropriati delle loro terre in seguito alla riforma agraria poclamata in Romania alla fine della Grande guerra, pressioni documentate nella corrispondenza dei rappresentanti italiani a Bucarest con la Consulta (Archivio Storico del Ministero Affari Esteri - ASMAE - Romania, pacco 1503, Fasciotti a Sonnino. 2 febb. 1919, n. 95/39, allegato 8; De Piers a MAE, 20 febb. 1919: MAE a Fasciotti, 7 maggio 1919. tei. 4841; Tittoni a rappresentanti italiani a Londra, Parigi e Washington. 7 luglio 1919. tei. 846, allegato 1; Fasciotti a Sonnino ,9 marzo 1919, n. 197/91, allegati 1, 2, 3: id. a id.. 24 marzo 1919, n. 242/110, allegato 1; id. a MAE. 19 marzo 1919, tei. 7342: id. a MAE. 24 aprile 1919. tei. 10513: MAE a Fasciotti, 28 aprile 1919, tei. 9292: Auriti a Sonnino. 21 maggio 1919, n. 401/199, ali. 1). Riguardo infine ai prestiti offerti dalle banche occi­dentali basti citare il seguente telegramma del Regio Ministro a Bucarest Martin Franklin: Da fonte confidenziale mi risulta che dopo aver rifiutato prestito contro cessione ferrovie e monopolio petrolio pare che questo Governo abbia trovato gruppo americano che preste­rebbe duecento milioni di dollari per 25 anni senza speciali garanzie (ASMAE, Romania, pacco 1504, Martin Franklin a Scialoja, 30 gennaio 1920, tei. 434).
**> li 25 luglio 1917 Kerenskij, di fronte alla disastrosa situazione dell'esercito russo sugli altri fronti, decise la sospensione delle operazioni militari, benché favorevoli, anche sul fronte moldavo: la sua fu del resto l'unica decisione possibile in quel frangente. Cfr. R. GufezE. La partecipazione della Romania al primo conflitto mondiale, (parte TI), in Storia contemporanea. Vili, 1977, 1, pp. 44-47.
l7ì Si veda in particolare lo specifico studio di Raoul Guèze appena citato, in Storia contemporanea, VII, J976, 3, pp. 439-457; Vili, 1977, 1. pp. 35-54), ma anche AA.W., Romania J918, Roma, 1973, pp. 455-459 e F. GUIDA, op. cit., pp. 7-8. Si rinvia inoltre alla bibliografia citata nei tre raggi-