Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
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1983
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Francesco Guida
Cuzan) e il gen. Averescu avevano tuttavia preso la parola unicamente per levare una protesta contro il trattato col quale le Potenze centrali ipocritamente atteggiandosi ad uno spirito conciliante, tentarono di strozzare la Romania, che peraltro rinascerà forte del suo diritto, del suo patriottismo, della sua virtù . Averescu aveva aggiunto che egli pel primo pronunciò al fronte parole di pace, ma non di una pace come quella conclusa, la quale non può che lasciare un profondo rancore nell'anima romena , il che per chi legge i termini del trattato risulta del tutto vero.23' Di fronte a questo discorso, concludeva La Tribuna, i deputati governativi tacquero . 24> Del resto ancora il 16 settembre 1918 Sonnino spiegava all'incaricato d'affari statunitense Peter Augustus Jay che, dopo le recenti dichiarazioni degli uomini di governo dei due Imperi, escludenti qualunque concessione di territorio e confermanti i patti di Brest-Litovsk e di Bucarest, ogni apparenza di prendere in seria considerazione le proposte di negoziati equivarrebbe, di fronte al pubblico, all'accettazione generica per parte degli alleati, come basi di futura pace, di una rinuncia alle loro proclamate aspirazioni, nonché alla concessione di una sanatoria delle inique sopraffazioni perpretatesi a danno della Russia e della Romania.25) Nell'ottobre seguente il Presidente della Camera dei deputati, Giuseppe Marcora (1841-1927), durante i lavori parlamentari, affermava che i due trattati erano documento di quali fossero gli intendimenti degli Imperi centrali e che tra le condizioni della futura pace dovesse esservi necessariamente la reintegrazione della Romania. 26) In quello stesso mese di ottobre, quindi, a qualche mese di distanza dalla pace di Bucarest, in un'intervista alla Tribuna un ufficiale italiano,
22) Dopo aver studiato all'estero A. C. Cuza fu per breve tempo influenzato dalle idee socialiste, come dimostrano anche alcuni suoi epigrammi. Fondò in seguito il Partito Nazionalista Democratico, insieme con lo storico Nicolae Iorga (1910). Nel 1920 uscì da tale formazione politica costituendo il Partito Nazionalista Democratico Cristiano, di orientamenti destrorsi, che nel 1923 si mutò in Lega per la difesa nazionale cristiana. Con la fusione con il Partito Nazionale Agrario di Octavian Goga si tornò alla sigla di Partito Nazionalista Cristiano (1935), che sullo scorcio del 1937 tenne il governo del Paese per quaranta giorni fino all'instaurazione della dittatura personale del re Carol il.
23} Il significato della pace di Bucarest si trova tutto nei cinque allegati relativi ai trattati petrolifero, economico, finanziario, giuridico e per la navigazione; esso venne ottimamente riassunto in un appunto della regina Maria di Romania contenente nove clausole imposte ai Romeni: I) Dobrugia; 2) Danubio (fiume tedesco); 3) Severin; 4) Brosteni-Moinesti; 5) Valichi; 6) disarmo dell'esercito; 7) ferrovie; 8) passaggio dei Tedeschi sul nostro territorio contro la Russia; 9) il petrolio per 80 anni . Il primo punto soddisfaceva in parte le richieste bulgare, i punti 3, 4 e 5 assegnavano all'Austria-Ungheria un territorio di importanza strategica e mineraria; tutti gli altri (tranne il sesto) sancivano la colonizzazione economica della Romania da parte della Germania. Si veda V. LIVEANU, Caracterul antisovietic cit., p. 56 e F. FISCHER, Grifi nach der Weltmacht, Dusseldorf, 1961 (ed. it. Assalto al potere mondiale, Torino ,1965, p. 661). 11 lesto completo del Trattato di Bucarest fu presentato all'opinione pubblica italiana da La Voce dei Popoli, Roma, I, 3, giugno 1918, pp. 128-134.
2) La Tribuna, Roma, 1 luglio 1918.
25) s. SONNINO, Diario 1916-1922 (a cura di P. PASTORELLI), Roma-Bari, 1972, p. 298.
26) Atti Parlamentari. Camera dei deputati, v. 921, Leg. XXIV, Sessione 1913-1918, Discussioni, 16. p. 17072.