Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA RELAZIONI CON LA ROMANIA 1916-1920; ROMANIA RELAZIONI CO
anno <1983>   pagina <432>
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Francesco Guida
chiedeva addirittura una assoluzione prima del peccato; che gli alleati pur riconoscendo le difficoltà della situazione non potevano mai autorizzare sotto nessuna forma una pace separata; che, facendo altrimenti, si sarebbe data una forte spinta a tutti gli elementi disfattisti nei vari Stati a promuovere le paci separate.30) D'altra parte, già nei mesi precedenti, Sonnino aveva accondisceso a un eventuale armistizio a termine tra Russo-romeni e Imperi centrali. 3I>
Prima ancora che fosse conclusa la pace di Bucarest il problema nazio­nale romeno era stato sollevato in una manifestazione politica tenuta in Italia, ma dalla vasta eco anche all'estero: il Congresso delle nazionalità oppresse dall'Austria-Ungheria di Roma (8-10 aprile 1918). Di tale eco vi è traccia nella corrispondenza tra il romeno Minai Sturdza, residente in Francia (meta tradizionale dei viaggiatori e degli esuli romeni, particolarmente nume­rosi ora che la loro patria era pressocché tutta occupata dagli eserciti stra­nieri) allo Chateau de Lagarenne, Hurigny nella Saóne et Loire, e Umberto Zanotti-Bianco (Canea di Creta 1889-Roma 1963), uomo di spirito mazziniano e come tale prestigioso esponente del movimento a favore delle nazionalità, i cui meriti vennero riconosciuti dopo il Fascismo con la nomina a senatore a vita nel 1952. Je suis avec intérèt et émotion scriveva Sturdza les résumés si incomplets que les journaux francais donnent des séances du congrès des nationalités. Je me sens très triste de ne pas entendre toutes les belles choses qui doivent y ètre dites et de ne pas assister a la première manifestation d'un mouvement qui j'en suis sure bouleversera notre vieux monde. I giornali francesi avevano, però, omesso il nome della Romania al momento di riprodurre il testo della proclamazione finale del Congresso e Sturdza aveva scritto per lamentarsi di ciò al croato Ante Trumbic, uno dei massimi esponenti dell'emigrazione politica croata e del movimento delle nazionalità; tuttavia un altro rappresentante eminente dell'emigrazione poli­tica romena, Nicolae Lupu, gli spiegò che anche i Romeni avevano avuto il loro spazio a Roma e se ciò non era evi-dente la responsabilità era soltanto della stampa francese. D'altronde Sturdza trovava, sempre in un giornale francese, la carte des revendications nazionali, dove la Roumanie y est Iaissé dans ses anciennes limites , nonostante le speranze dei patrioti romeni. Egli comunque concludeva con Zanotti-Bianco: N'importe, toutes ces petites infamies n'empècheront pas la justice de se faire et tòt ou tard elle se fera , mentre, malgrado l'occupazione straniera in Romania, notre tristesse est consolée un peu par la décision des Bessarabiens. Cette première restitutio vers l'in integrimi aura une répercussion immense en Transylvanie où tous les coeurs ont du tressail 1 i r . 32)
In margine vale la pena di osservare come gli esponenti delle diverse emigrazioni non andassero d'accordo tra di loro, anticipando i contrasti nazionali che si sarebbero fatti espliciti a guerra conclusa, e come le riven-
30) s. SONNINO, Diario 1916-1922 cit., pp. 256-257 e per più decise espressioni p. 251.
39 Io., Carteggio 1916-1922 cit., pp. 346-347, 350-351.
32) Archivio Associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia (ANIMI), Roma, Carte Zanotti-Bianco, b. 13, fase. 65, M. Sturdza a Z-B., Hurigny, 12 aprile e 19 maggio 1918.