Rassegna storica del Risorgimento

CRISPI FRANCESCO CARTE; MANCINI PASQUALE STANSLAO CARTE; MUSEO
anno <1983>   pagina <489>
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Libri e periodici
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negli ultimi anni si pensi ai volumi di Levra, Canavero, Belardinelli. Gaeta; opere nelle quali
si ricostruiscono secondo tagli ideologicamente molto differenziati, genesi e conseguenze
politiche di quel travagliato periodo. Mancava una puntuale ed approfondita analisi degli
strumenti giuridici che avevano reso possibile la drastica repressione del 1898; lacuna questa
colmata dal breve ma pregnante saggio di Ferdinando Cordova nel quale si sottolinea come,
solo violando lo statuto albcrtino. la classe dirigente dell'epoca potè fare ricorso allo stato
d'assedio ed ai tribunali militari per schiacciare l'opposizione. L'A. ricollega strettamente
la reazione del 1898 a quella crispina di quattro anni prima che, a suo giudizio, le fornì una
sorta di legittimazione. Il regime eccezionale proclamato nel. 1894 in Sicilia e in Lunigiana
era stato giurìdicamente motivato con l'applicazione di una norma del codice penale militare
che avrebbe dovuto avere vigore in teorìa solo in tempo di guerra, e che rese possibile,
al contrario, anche in tempo di pace l'esercizio della giurisdizione dei tribunali militari, per
la prima volta, anche nei confronti di privati cittadini accusati di reati previsti dal codice
penale comune.
Le tante e documentate critiche di non pochi giuristi dell'epoca di fronte a questi provvedimenti si pensi ad Arangio-Ruiz, a Gatteschi, a Pierantoni , non impedirono quattro anni dopo a Di Rudinì di fare ricorso agli stessi meccanismi di repressione. Lo stato d'assedio, le carcerazioni, i processi, le condanne, lo scioglimento delle associazioni politiche furono la reazione eccessiva e sproporzionata di una classe dirigente che maturava ormai da anni la paura della rivoluzione, che di fronte ai mutamenti sociali non riusciva ad elaborare una diversa gestione del potere e palesava tutta la sua inadeguatezza ignorando e condannando i mutamenti che si stavano verificando nella società e faceva quadrato per difendere privilegi che il decollo industriale doveva fatalmente spazzare via. Le sommosse più o meno spontanee e forse non lucidamente coordinate che scoppiarono in varie città, causate, a giudizio di molti, da penuria alimentare, si trasformarono così, agli occhi delle autorità in un ben orchestrato progetto rivoluzionario e offrirono alle oligarchie locali l'occasione per colpire la stampa e le organizzazioni socialiste, repubblicane, radicali ed anarchiche da una parte, cattolico-intransigenti dall'altra.
L'A., attraverso l'analisi dell'operato dei tribunali militari e poi della Cassazione, mette a fuoco il quadro di questa società arroccata su una difesa estrema dello status esistente con una prima linea formata da esecutivo e giudiziario strettamente interagenti nella legittimazione della repressione in nome della difesa dello Stato. Si poterono così condannare per associazione a delinquere, eccitamento all'odio fra le classi sociali e alla guerra civile i Romussi. i Chiesi, i Valera, le Kulisciofl", gli Albertario, pur riconoscendo, nello stesso dispositivo della sentenza che quel moto fu improvviso [la sommossa di Milano], e che i capi d'ogni partito furono sorpresi dagli avvenimenti (p, 100), Superata la fase della reazione finalizzata ad una impossibile restaurazione, la revisione dei processi dimostrò l'arbitrarietà dell'operato dei magistrati militari e ridimensionò il supposto disegno eversivo. L'indulto sovrano e la successiva amnistia rimisero in libertà i condannati del '98. Quegli anni difficili si concludevano col tramonto della vecchia classe dirigente e con l'avvio di una nuova fase della vita politica italiana.
Secondo Cordova il '98 ebbe, in particolare per il movimento operaio italiano, anche un altro risvolto, Tranne i nomi più prestigiosi, quanti furono coinvolti nei processi di quell'anno preferirono poi abbandonare la scena politica. Di conseguenza la generazione dei trentenni, che aveva condiviso le lotte delle origini ed aveva formato quadri intermedi,