Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1911; SENATO RIFORMA 1876-191
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1984
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Vita dell'Istituto
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SALERNO. 11 26 marzo u.s. si è riunito il consiglio direttivo del Comitato, che ha dovuto prendere atto delle irrevocabili dimissioni del prof. Donato Cosimato. A sostituirlo è stato eletto il prof. Giovarmi Torre.
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TERNI, 11 19 novembre 1983 nella Sala dei Convegni della C amerà di Commercio di Terni si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso bandito dal nostro Comitato tra gli alunni delle scuole secondarie superiori della provincia di Terni, per i migliori lavori sul seguente tema: L'industrializzazione a Terni nel quadro delta società italiana postunitaria.
L'iniziativa, inserita nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita dell'industria siderurgica a Terni, ha offerto l'occasione per fare il punto sulla situazione dell'economia industriale nella conca ternana. Sull'argomento hanno parlato l'Assessore regionale all'Industria, Michele Pacetti, e il Consigliere regionale, Giuseppe Bruno, rivolgendosi a un vasto pubblico, composto soprattutto da rappresentanti del mondo del lavoro e dei sindacati, che sono intervenuti nel dibattito con osservazioni e proposte.
Le relazioni e gli interventi hanno confermato la gravità della crisi siderurgica a livello locale, come a livello nazionale e mondiale, ma anche la necessità di salvaguardare l'occupazione mediante il potenziamento di alcuni settori e la riconversione di altri. Dal dibattito è emerso anche un altro dato: la carenza di una cultura industriale a Terni, carenza che ha contribuito ad aggravare la crisi economica e a separare la città dalla fabbrica. Questo dato è stato particolarmente evidenziato dai proflf. Pirro, Borzomati, Nanni, i quali hanno visto nell'iniziativa del Comitato di Terni un importante contributo per richiamare studenti e insegnanti all'esigenza di una formazione tecnica e scientifica.
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VERCELLI. Da L'Eusebiano del 5 dicembre riportiamo il resoconto della riuscita Tavola rotonda organizzata dal nostro Comitato. L'ammiraglio Carlo Pellion di Persano è Stato ricordato, nel pomeriggio di sabato, in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato alla Sala Tizzoni, il prof. Mariano Gabriele dell'Università di Roma, il capitano di fregata Pier Paolo Ramoino e il tenente di vascello Enzo Ferrante, comandante del porto di Anzio.
La figura di Persano ha detto il moderatore prof. Giorgio Berzero, presidente del nostro Comitato può prestarsi a interpretazioni e punti di vista diversi. Non si tratta tanto di rendergli giustizia quanto di contribuire a collocarlo in una luce più serena e meno animosa e polemica.
Il prof, Mariano Gabriele ha tratteggiato puntualmente il delicato momento politico nel quale ha operato l'ammiraglio Persano, con speciale riferimento all'impresa garibaldina culminata nell'annessione delle Due Sicilie. Diventato ministro della marina, il Persano assimilò il criterio della subordinazione del potere militare al potere politico. A lui va il merito dell'organizzazione della nuova marina italiana nel superamento dell'antagonismo tra le scuole di Genova e di Napoli.
Al Persano si deve pure il potenziamento qualitativo della flotta con l'acquisto delle prime navi corazzate. Per l'esperienza vissuta e per i vasti consensi acquisiti - ha concluso il prof. Gabriele Persano fu l'unico comandante possibile della flotta che avrebbe dovuto conquistare Lissa sbarazzando, com'era nelle intenzioni dei politici, il mare Adriatico dalle navi austriache.
Perché è fallita l'impresa di Lissa? Ha risposto il comandante Pier Paolo Ramoino illustrandone i vari aspetti tecnico-militari. Nel 1866 la marina italiana aveva raggiunto la superiorità nei confronti della forza austriaca, era passata dalla vela al vapore ed era quasi interamente corazzata.
La lacuna che ha determinato la sconfìtta, è da ravvisarsi nell'addestramento: nella nostra marina non era ancora assimilata l'integrazione tra le varie scuole sabauda e borbonica.
Considerato in se stesso, il piano operativo del Persano e da ritenersi valido. Non ha