Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1789-1799; <> 1789-1799; REPUBB
anno <1984>   pagina <132>
immagine non disponibile

132
Alessandro Miniero
nell'ambiente di Palazzo Doria, sede del comando francese, alla funzione di portavoce il giornale seppe comunque unire ecco il motivo del suo inte­resse l'elaborazione di un programma volto a stimolare l'afflusso di capitali alla terra per assicurare la prosperità dello Stato: programma non nuovo eerto, ma che dalla nuova situazione politica trae alimento e spessore.
Il primo numero del Monitore esce il 21 febbraio 1798, appena sei giorni dopo la proclamazione della Repubblica romana. Ne è a capo Urbano Lam­preda, letterato fiorentino trentasettenne, ex scolopio, membro dell'Arcadia, corrispondente di Alfieri e di Monti, oppositore del governo pontifìcio, amico di vecchia data dei generale Cervoni, che comanda la piazza di Roma.4)
del nuovo governo, e delle sue operazioni . Più sotto aggiungono che il Monitore di Parigi è servito di norma a quasi tutti i redattori delle nuove Repubbliche {Monitore di Roma, n. 33 del 25 pratile anno VI, p. 282). Sulla stampa della Repubblica romana vedi JEAN CHRISTIAN TAUTIL, La presse de la première République romaine, in Annuario dell'Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, voi. XXIII-XXIV, Roma, 1971-1972, pp. 521-538; CARLO CAPRA, Il giornalismo nell'età rivoluzionaria e napoleonica, in V. CASTRO-NOVO - N. TRANFAGLIA, Storia della stampa italiana, 1, La stampa italiana dal Cinquecento all'Ottocento, Bari, Laterza, 1976, pp. 460464. Sul Monitore di Roma in particolare vedi pure quanto scrive RENZO DE FELICE nell'Introduzione alla raccolta I giornali giacobini italiani, Milano, Feltrinelli, 1962, alle pp. XXX1X-XL. Della bibliografia meno recente merita di essere ricordata solo la voce Diario di Roma, in GAETANO MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, XX, Venezia, 1843, pp. 16-18. Infine un elenco completo dei giornali usciti a Roma durante la Repubblica, nonché degli studi fino al 1957 in VITTORIO EMANUELE GIUNTELLA, Bibliografia della Repubblica romana del 1798-1799, Roma, Istituto di studi romani, 1957, pp. 4346.
4) Urbano Lampredi nacque a Firenze nel 1761. Entrato a diciassette anni nell'ordine delle scuole pie, insegna a Roma, nel Collegio Nazareno, quindi dal 1784 al 1796 è a Siena, presso il Collegio Tolomei e poi all'università, dove tiene cattedra di filosofìa e di mate­matica. Torna a Roma nel 1797, in circostanze mai completamente chiarite forse esule dopo uno scontro con il Seratti, ministro del Granduca dopo che già dall'anno precedente è uscito dall'ordine e quando ormai la sua vivacità intellettuale lo ha messo in contatto con la migliore cultura letteraria dell'epoca. A Roma è tra i novatori che premono per la fine del potere temporale e l'entrata dei francesi nella città lo trova pronto ad impegnarsi a favore del nuovo ordine. Per di più, conosce il comandante della piazza. Ascoltiamo la testi­monianza di due contemporanei. Scrive l'abate Sala nel suo diario sotto la data del 13 feb­braio: Il General Cervoni Commandante della Piazza, ha qui molti Amici, per essere stato agli studi pochi anni addietro in questo Collegio Romano, dov'ebbe il premio della Medaglia di oro dalle mani del card. Zelada. Portatisi a fargli visita due Professori di detto Collegio, li ricevè con somma gioia, e disse loro che portassero li saluti al mentovato Cardinale, a cui non gli era stato ancor permesso di portarsi, per mancanza di tempo, e che baciassero ad esso la mano in di Lui onore . Più incisivo e velenoso il Valentinelli: Cervoni di Nazione Corso, che aveva fatto i suoi studj nel Collegio Romano chiamò subito per suoi Consiglieri li noti Scolopi Gagliuffi e Lampredi, ì quali all'istante divennero due scandalosi Apostati . Faustino Gagliuffi, fine latinista, sarebbe diventato tribuno della Repubblica, a Lampredi, come sappiamo toccò la direzione del Monitore, alla quale era chiamato dal* l'amicizia di Cervoni, dall'affidabilità politica, dalla notorietà di cui godeva negli ambienti colti della capitale. Per le testimonianze di cui sopra vedi rispettivamente GIUSEPPE ANTONIO SALA, Diario romano degli anni 1798-99, in Scritti di Giuseppe Antonio Sala pubblicati sugli autografi da Giuseppe Cu guani, Roma, presso la Società romana di storia patria, 1882-1888, I, p. 22; FRANCESCO VALENTINELLI, Memorie storielle sulle principali cagioni e circostanze della rivoluzione di Roma e di Napoli, 8.1., s.e., 1800, p. 198. Su Lampredi vedi: URBANO