Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
> 1789-1799; REPUBB
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1984
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Alessandro Miniero
nella culla , e che quindi la Repubblica dovrà per il momento fare a meno del suo appoggio attivo. Questo interlocutore Lampredi lo individua già nel secondo numero del Monitore; ad esso d'ora in poi dedicherà i suoi sforzi, seguito dai redattori che a poco a poco gli si affiancheranno. In un articolo dal titolo Legione romana, parlando delle virtù proprie del soldato, il giornalista dunque afferma: Ogni stato della società suppone radicati nell'animo di ogni individuo, che lo compone, certi princìpi . L'esemplificazione seguente mostra come i ricchi siano schiavi degli agi, per natura ed educazione, mentre i poveri si rivelino per lo più inetti e poltroni, mai o quasi mai dandosi il caso che un uomo provi i morsi della fame a dispetto della sua laboriosità.6) Fin qui Lampredi, ma il senso delle affermazioni è chiarissimo: l'appello è tacitamente rivolto ad un montesquieiano état moyen che il giornalista crede di scoprire tra le pieghe del vecchio ordine, e le cui doti di solidità e laboriosità vede destinate a svilupparsi nella favorevole atmosfera repubblicana. Il tentativo di far uscire allo scoperto un ceto medio che trae dagli impieghi, dalla rendita, dalla speculazione sui luoghi di Monte il suo sostentamento è avviato e dominerà la linea del giornale. In nome di quest'obiettivo, il solo che agli occhi dei redattori possa garantire il consolidamento della Repubblica, il Monitore andrà progressivamente accentuando la propria autonomia rispetto al governo, mentre il rapporto con le masse popolari verrà visto nella prospettiva di un inserimento graduale quanto assolutamente subordinato.
Testimonianza esemplare di questa strategia che affida al rischiaramento l'integrazione del popolo nel nuovo ordine è un articolo con cui Lampredi risponde a quanti cominciavano a dubitare dei romani, così diversi dai loro antenati. C'era stata nel frattempo la rivolta di Trastevere e già in quella circostanza il giornale si era chiesto se le ragioni dell'insurrezione non andassero ricercate fra tante migliaja di famiglie che languiscon nella miseria , e aveva invocato saggi economici provvedimenti . 8> Ora tornava sull'argomento, fissando un'interpretazione della volontà popolare che, salvo la parentesi Russo, non conoscerà modifiche. A quanti parlano delle glorie di Atene e di Roma Lampredi risponde:
> Monitore di Roma, n, 2, 24 febbraio 1798, pp. 9-10.
7) Sull'atteggiamento delle class! sociali nei confronti della Repubblica vedi V. E. GTUNTELLÀ, Le classi sociali nella Roma giacobina, in Rassegna storica del Risorgimento. a. XXXVIII (1951), pp. 428-433, nonché dello stesso autore, la Premessa alla raccolta Assemblee delta Repubblica Romana (1798-1799). Per cura di V. E. Giuntetla, Bologna, Zanichelli, 1954, passim. Più in generale, sulle vicende della lotta politica, i classici ALBERT DUFOURCQ, Le regime jacobin en Italie. Elude sur la République romaine 1798-1799, Paris, Didier et C, 1900; V. E. GIUNTELLA, La giacobina Repubblica romana, in Archivio della Società romana di storia patria, a. LXXVIII (1950), pp. 1-213. A questi va aggiunto ANTONIO CRETONT, Roma giacobina. Storia della Repubblica Romana del 1798-99, Napoli, E.S.L, 1971.
*> Monitore di Roma, n. 4, 3 marzo 1798, pp. 29-30. Un'accurata narrazione della rivolta, la cui pericolosità fu accentuata dallo stato di ammutinamento dell'armata francese, ostile al nuovo comandante Massena, in CRETONT, Roma giacobina cit., pp. 86-92. TI numero delle vittime va stimato intorno ad alcune centinaia tra morti e feriti.