Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
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1984
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// Monitore di Roma
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O voi che così ragionate ditemi un poco: i Ministri e le altre Autorità costituite della nuova Repubblica Romana cosa hanno fatto fin qui, o piuttosto vincolati da tristissime circostanze, cosa hanno potuto fare perché il popolo di Roma conosca il pregio della riacquistata libertà?
Il popolo non ascolta un discorso astratto e metafisico, ma chiede pattern et circenses. Or ditemi è migliorata la privata economia dei cittadini, abbiamo abbondanza dei generi di prima necessità, e del loro rappresentante? E posto ancora che questi generi non manchino, non bisogna forse che subiscano un rincarimento? Voi mi risponderete, che bisogna soffrir questi incomodi in pace, perché sono inevitabili conseguenze dell'antico governo, e son mali di cura difficile laboriosa e lunga. Io ve l'accordo; ma torno a ripetervi che a fronte dell'urgente bisogno il popolo, posto ancora che intenda la giustezza e la verità di questo ragionamento, griderà di nuovo pattern et circenses, e tanto più griderà, se vedrà i suoi Rappresentanti o mancare al loro dovere, o abusarsene.9)
Il governo, che col conforto prezioso dei filosofi attende alla costruzione del nuovo Stato, deve per il momento soddisfare gli elementari bisogni della massa, del popolo di Roma intento a pargoleggiare . Ma ciò avverrà ecco l'auspicio del giornale in un quadro di libertà economica finora sconosciuto. Alle autorità il Monitore affida due compiti: la soluzione della paurosa crisi finanziaria, ereditata dal passato regime ed ora aggravata di questo però il giornale non fa cenno dalle indiscriminate emissioni di carta moneta condotte dai francesi; quindi l'abbattimento di ogni forma di regolamentazione dell'economia.
Circa lo sbilancio delle casse nazionali il giornale, soprattutto nei primi tempi, offre una rassegna dei progetti con cui gli zelanti cittadini si ripromettevano di risolvere il problema. Il tema comune a tutte queste proposte è il ricorso all'alienazione delle proprietà ecclesiastiche dichiarate Beni Nazionali dalla Repubblica; lo stesso Monitore si esprime in questo senso: occorre calcolare esattamente il quantitativo di cedole in circolazione (che da parte sua valuta in 24 milioni), stimare il fabbisogno destinato alle necessità essenziali del commercio, procedere quindi al ritiro della massa eccedente grazie alla vendita dei Beni Nazionali.10) Soprattutto, insiste il giornale, è importante far presto. Al risanamento finanziario è legata la ripresa dell'economia, cui seguirà il consolidamento della Repubblica. Ma l'urgenza in realtà detterà al governo decisioni avventate e queste, a loro volta, sommate al comportamento dei francesi, favoriranno le speculazioni.11) Quando, dopo un anno di provvedimenti a ripetizione, cedole ed assegnati, ormai privi di valore, verranno ritirati, le più alte magistrature della Repubblica saranno state travolte dallo scandalo e la fame avrà fatto la sua comparsa nella
9) Monitore di Roma, n. 19. 25 aprile 1798, p. 157.
W) Monitore di Roma, n. 7, 14 marzo 1798, pp. 54-56.
11) Vedi in particolare le preoccupazioni del giornale nel n. 8, alle pp. 65-67, dove viene aspramente criticato il provvedimento con cui il governo provvisorio riduceva il valore delle cedole di ogni taglio a un quarto del valore nominale. Sulle vicende finanziarie della Repubblica vedi CHETONI, op, cit., pp. 203-207; GIUNTOLA, La giacobina Repubblica... cit., pp. 37-58; R. DE FELICE, La vendita dei Beni Nazionali nella Repubblica romana del 1798-99, Roma, Edizioni di Storia e letteratura, 1960.