Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1789-1799; <> 1789-1799; REPUBB
anno <1984>   pagina <139>
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// Monitore di Roma
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reazione all'ultima fase della politica del pontefice, che dopo consistenti aper­ture Hberistiche, si era rinchiusa su se stéssa, tornando al protezionismo e ai vecchi sogni mercantilistici.22*
Conformemente a tale indirizzo, dell'esperienza precedente va salvato solo quanto può tornare utile nella nuova situazione, in primo luogo il catasto, che agevolerà la riscossione delle imposte, quindi i piani di riforma dell'Agro, in particolare il progetto di Cacherano di Bricherasio, dal quale però vanno espunti i suggerimenti più radicali: non già proprietà piena a chi coltiva la terra, bensì, una volta spezzato il latifondo, concessione di appez­zamenti in colonia ai contadini stagionali e ai disoccupati che affollano Roma. 23)
Ma il dato nuovo, quello che consente di guardare gli antichi problemi da una prospettiva ignota ai riformatori settecenteschi, è costituito dalla disponibilità della terra, non soltanto liberata da primogeniture e fedecom-messi, quanto inoltre introdotta in gran copia nel circuito economico dalla vendita dei Beni Nazionali. Da questa novità trae ulteriore slancio l'ottimismo ufficiale, da qui discende l'appello delle autorità a quanti dispongono di capitali. 2*)
22) Vedi le osservazioni di VENTURI a conclusione del suo Elementi e tentativi di riforme... cit. Proprio Corona, negli ultimi anni dello Stato pontificio, aveva espresso nella forma più compiuta le proteste dei ceti produttori contro il ritorno alla regolamentazione: vedi in particolare il capitolo III delle Riflessioni, Dell'agricoltura alle pp. 690 e sgg. del tomo VII degli Illuministi italiani cit. Interessanti considerazioni sull'opera di Corona in DE FELICE, La politica agraria cit.. pp. 194-195. Non è forse poi un caso che il vecchio Francesco Milizia, dopo una vita spesa in studi di architettura e urbanistica, decida di dare alle stampe un'opera di economia nel momento in cui a Roma viene proclamata la Repub­blica. L'opera, del titolo Economia politica, è anch'essa un atto di fede nella indiscutibile superiorità dell'agricoltura Sono gli agricoltori le mammelle dello stato e nei vantaggi della libertà di commercio. Vedine alcuni passi in Illuministi italiani cit., pp. 571-582.
23) Vedi ad esempio il Ristretto di un piano di coltivazione di una porzione dell'Agro Romano apparso sul Monitore n. 29 dell'I 1 pratile anno VI (30 maggio 1798), pp. 244-245 e n. 31 del 18 pratile (6 giugno), pp. 260-261. L'autore, nascosto dietro la sigla C.M.C., riservava una parte importante ai mercanti di campagnat essi infatti avrebbero dovuto fornire la terra e l'attrezzatura e inoltre avrebbero svolto la funzione di ispettori, come esperti della campagna . La manodopera sarebbe stata fornita dai poveri, settecento per diparti­mento, che nel primo anno avrebbero restituito t capitali anticipati dai mercanti lavorando per sei mesi sui fondi ottenuti in colonia quadriennale e per i restanti sei come giornalieri in altre tenute. Come si vede non era la mancanza di capitali un ostacolo tale da spaventare l'intraprendente C.M.C., il quale dichiarava che conciliando bene pubblico e privato si adempie alle leggi della vera filosofia, che è la vera Democrazia .
24) Neil'annunciare le disposizioni relative all'acquisto dei Beni Nazionali attraverso cedole demonetate l'Amministratore generale Nicola Castelli si rivolgeva esplicitamente alle classi facoltose perché si affrettassero prima di un'ulteriore demonetazione: vedi Monitore, n. 29 cit., p. 248. Va notato che subito dopo l'appello di Castelli il giornale riportava un articolo estratto dal Giornale francese delle Compagnie e Armate in cui veniva messo in luce l'effetto negativo prodotto sulle vendite dall'anatema scagliato dui preti contro gli acquirenti dei Beni Nazionali. In relazione alla vendita del Beni Nazionali, e all'effetto che essa avrebbe avuto sulla ricchezza e sul progresso del paese, furono concepite aspettative addirittura messianiche, come risulta da un discórso del tribuno Camillo Boni, riprodotto da R. DE FELICE, La vendita dei Beni Nazionali cit., p. 18.