Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
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1984
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Alessandro Mimerò
l'unico gruppo attivo nella stagnante realtà romana lasciava sperare che il predominio di questi grandi affittuari avrebbe significato la modernizzazione di tutti i settori, finalmente stimolati dal dinamismo impresso all'agricoltura. E la funzione di stimolo era ciò che appunto giustificava agli occhi di Lam-predi e compagni un simile predominio: l'armonia complessiva del sistema non ne avrebbe sofferto giacché la ricchezza, solo che le forze economiche più promettenti fossero state lasciate libere di agire, si sarebbe diffusa per tutto lo Stato.
La debolezza di quest'illusione ebbe modo di manifestarsi impietosamente nei mesi successivi. Per ora sotto la penna di Lampredi le asperità si smussavano e i contrasti si ricomponevano nella superiore armonia della natura:
Ad onta della profusione soverchiatrice, e delle prodigalità voluttuose del ricco da una parte, della raffinata industria, dell'abituale parsimonia e sobrietà del povero, certo è che le ricchezze tendono naturalmente ad equilibrarsi. Donde dunque trae l'origine la loro eccessiva sproporzione, o perché vedesi costantemente aver luogo nelle società? Certamente le leggi, che dovrebbero cospirare con questa naturai tendenza, offrono al contrario dei mezzi fattizi, ed ingiusti per riunirle e perpetuarle. Infatti se il Legislatore rinunziasse all'efi-mero vantaggio d'ogni legge proibitiva, e d'ogni diritto fiscale accordando una illimitata libertà al Commercio, e alla industria nazionale; se considerasse che le imposte sulle convenzioni, le restrizioni, le moleste formalità, le incertezze e le spese, perché il privato ne ottenga l'esecuzione, intorpidiscono l'attività del povero, e assorbiscono i suoi meschini capitoli; se le Autorità superiori vegliassero su i pubblici Ministri, che spesso aprono una sorgente d'opulenza ad uno, e la chiudono ad un altro; se la Filosofia e non i pregiudizi, il genio della natura e non il demonio dell'avarizia, .presedessero ai matrimoni; se infine, esclusa una mal intesa austerità, la saviezza delle Istituzioni dirigesse le ricchezze ad essere istru-menti di pubblica beneficenza e non di vanità, e d'ambizione, queste si vedrebbero, a guisa del sangue nel corpo umano, diramarsi per le vene dello stato, e mantenerlo sano e robusto. Mi servo di questo paragone, perché non si deduca da un tal discorso che io creda possibile la eguaglianza assoluta delle ricchezze nei diversi individui: credo però possibile, e necessaria la relativa. Il sangue si distribuisce nel corpo umano in proporzione della capacità dei vasi per i quali scorre. Dove le vene hanno minor diametro sono più tortuose, e più moltiplicate, e le respettive parti sono egualmente nutrite da si benefico umore.39)
Quest'articolo è del luglio 1798. L'insorgenza era stata domata, il raccolto, seppure scarso, consentiva un momento di sollievo, la macchina amministrativa della Repubblica avrebbe finito col mettersi in moto. A chi scorra la collezione del Monitore non è dato incontrare altri quadri di così sereno ottimismo. Qui Lampredi fìssa una volta per sempre la propria visione della società. I cardini dell'attività di governo vengono definiti in relazione al flusso della ricchezza che stringe gli uomini nel legame fondamentale. E come le leggi, anche la cultura e il costume trovano nella funzionalità alla produzione della ricchezza l'opportuno criterio di valutazione. Lo Stato, il luogo dei rapporti fondati sulla convenzione, si ritira di fronte alla società e al perno naturale su cui questa ruota: il mercato. Attorno al mercato si definiscono le articolazioni del corpo sociale, che solo qui, nello scambio di beni liberamente
) Monitore dì Roma, n. 44 cit., p. 398.