Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1789-1799; <> 1789-1799; REPUBB
anno <1984>   pagina <145>
immagine non disponibile

// Monitore di Roma
145
offerti, trova una tendenziale uguaglianza. La legge, iUuministicamente rive­stita dei caratteri della divinità, manterrà l'equilibrio, impedendo che il gro­viglio di passioni e interessi che è al fondo della società si traduca nel dominio del più forte.40) Allo Stato insomma spetta il compito di garantire la rego­larità del comportamento degli operatori economici, sola condizione perche il mercato offra a tutti opportunità potenzialmente equivalenti.
All'origine di questa posizione vi è certamente il pensiero di Adamo Smith, diffuso nella cultura economica romana fin da quando l'abate Ricco-manni, agronomo e riformatore, sotto Pio VI aveva recensito l'opera maggiore dello scozzese nel suo giornale. 4t> Ma per l'immagine del corpo e dei vasi san­guigni occorre forse pensare al Verri delle Meditazioni sull'economia politica, che parla di alberi e di umori e di succo nutritivo per significare la società in cui il desiderio di migliorare la sorte non incontri ostacolo e possa per ogni dove spingersi e largamente e sicuramente signoreggiare . 42>
Ad ogni modo, la lunga opera di educazione alla modernità, intrapresa da Lampredi all'indomani della proclamazione della Repubblica, trova in questa luminosa raffigurazione della società borghese il suo coronamento. La semplicità del meccanismo descritto, il funzionamento spontaneo ed armo­nico degli elementi avrebbero dovuto convincere i governanti a procedere risolutamente sulla via dell'ammodernamento delle strutture statali, dando piena attuazione alla Costituzione. Aristocratici democratizzati , proprietari assenteisti, borghesi sonnacchiosi venivano a loro volta, e conclusivamente, chiamati a raccolta perché si dimostrassero all'altezza del compito cui l'arrivo dei francesi aveva chiamato i vecchi sudditi pontifici: la nascita di uno Stato moderno, lo sviluppo di una società ricca e laboriosa. Alla classe dirigente si chiedeva insomma di rinunciare una volta per tutte alle posizioni speculative, alle spese enormi e improduttive del fasto, ai parassitari luoghi di Monte ; lo spazio lasciato libero dallo Stato era pronto ad accogliere una fitta rete di iniziative e di traffici.
Il dissidio con le autorità tuttavia non era destinato a sanarsi. Esso anzi si sarebbe allargato fino alla rottura, e non più per divergenze sulla politica economica, quanto piuttosto per la scandalosa condotta dei consoli e degli alti funzionari preposti aU'Amministrazione dei Beni Nazionali. Le accuse di corruzione erano partite dal Circolo costituzionale , che, dopo un'esistenza
40) Vedi in particolare il Monitore n. 16 del 14 aprile 1798, dove Lampredi afferma che spetta alla legge correggere la naturale diseguaglianza degli uomini.
4i) VENTURI, Elementi e tentativi di riforme... cit., p. 801. Smith, Verri principe degli economisti italiani e il napoletano Cantalupo sono i riferimenti più immediati per gli uomini del Monitore allorché formulano le loro proposte. Dal primo prendono soprattutto la polemica antimercantilistica e l'elogiò della concorrenza, nonché, nel momento in cui esaltano il lavoro come vera ricchezza della nazione , un'eco volgarizzata della teoria del valore; nulla invece di quanto riguarda le manifatture, per il modestissimo peso che esse rivestono nella struttura economica del paese.
42} Vedi lo splendido passo riprodotto da F. VENTURI, Le Meditazioni sull'economìa politica di Pietro Verri. Edizioni, echi e discussioni, in Rivista storica italiana, a. XC (1978), pp. 530-594, a p. 536.