Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1789-1799; <> 1789-1799; REPUBB
anno <1984>   pagina <148>
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Alessandro Miniero
indugi. Qualche giorno dopo un supplemento intitolato Le litanie di Pasquino accusava apertamente i consoli e l'amministratore dei Beni Nazionali Castelli di essersi arricchiti approfittando della propria posizione per acquistare a vilissimo prezzo immobili di grande valore. Le Litanie sarebbero dovute pro­seguire in un numero successivo: oggetto dell'attenzione di Pasquino questa volta sarebbero stati i fornitori delle armate, altra piaga della Repubblica. *>
Ma il seguito non ci fu. Lo scandalo prodotto dalle accuse del Monitore era già abbastanza grande perché i francesi potessero tollerare un attacco che avrebbe finito coll'investirli direttamente. Così il supplemento fu sop­presso, ma la Commissione non spese una parola a favore dei corrotti, prov­vedendo anzi a destituire quanti non avevano avvertito l'esigenza di farsi da parte.48)
11 significato complessivo dell'operazione apparve in tutta la sua chia­rezza solo nei mesi successivi. I francesi non soltanto avevano evitato di cadere sotto le accuse del Monitore e si erano anzi acquistati riconoscenza; essi soprattutto avevano rafforzato la presa sullo Stato romano chiamando al Consolato uomini tanto onesti quanto privi di ogni seguito, che ancor più dei precedenti si sarebbero rivelati incapaci di opporsi alla sistematica spolia­zione del paese. Pure, il periodo che va dalla caduta del primo Consolato all'invasione napoletana fu per i patrioti la stagione delle speranze: il 3 ven­demmiale (24 settembre 1798) i nuovi consoli davano il via ad un'epurazione nei ranghi dell'amministrazione e successivamente spedivano nei dipartimenti dei commissari con il compito di ristabilire l'autorità del potere centrale, di allontanare dalle cariche gli indegni, di provvedere al pagamento delle contribuzioni e ai rifornimenti per la capitale.
Tra i commissari c'erano Lampredi e Breislak; poco dopo il Monitore diventava Foglio Nazionale, organo ufficiale cioè della Repubblica, autorizzato a pubblicare le carte officiali, che dal Consolato si crederanno comunicabili a.49) Il senso di queste novità era chiaro. I vincitori di settembre si preoccupa­vano di allargare in qualche modo l'area del loro seguito, e ricorrere agli uomini cui indirettamente dovevano l'ascesa politica sembrava la formula più naturale. Il Monitore, che negli ultimi mesi aveva rafforzato il legame col Tribunato, cui peraltro da sempre era stato vicino Bisiotti era segre­tario dell'assemblea, Nicola Corona e Faustino Gagliuffi tribuni si trovò così nel campo dell'esecutivo; tuttavia il nuovo ruolo, bene accetto per via delle sovvenzioni, non ebbe, almeno per il momento, il significato di un
47) Supplemento al Monitore di Roma n, 60. Le litanie di Pasquino. Dialogo. Pasquino e Marforio, pp. 567-570. Destinatari delle litanie erano i commissari francesi che grazie agli elementi forniti da Pasquino avrebbero portato a termine questo si augurava il giornale l'opera di pulizia annunciata col proclama dell'8 settembre 1798. Per una ricostruzione della crisi vedi DB FELICE, La vendita dei Beni Nazionali cit., pp. 76-79; CHETONI, Roma giacobina cit., pp. 263-269; GIUNTELLA, La giacobina Repubblica romana cit., pp. 20-22; infine DUFORCQ, Le regime Jacobin cit., pp. 223-239.
4 Dei cinque consoli tre Angelucci, Reppi e De Matthaeis si dimisero, Visconti e Panazzi furono invece destituiti. Sulla conclusione della vicenda è sempre interessante leggere l'acre commento del VALENTINELLI, op. cit., p. 307.
*>) Vedi il n. 9 del 20 vendemmiale anno VII (20 ottobre 1798), p. 81.