Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
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1984
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passaggio di fronte: era questa l'ora dell'unità contro la classe già oscillante dei ladri , **> esecutivo e legislativo non avevano più motivo di contrastare, gelosie ed egoismi avrebbero anzi vanificato i benefici della crisi.
Vincenzio Russo, che era entrato nella redazione del Monitore proprio nei giorni in cui maturava la crisi, si trovò allora alla guida del giornale, mentre l'impegno di Lampredi si assottigliava per poi cessare del tutto. I vibranti articoli di istruzione che Russo scrisse per il Monitore sono noti per essere stati pubblicati nella cantimoriana raccolta degli scritti dei giacobini italiani. Al patriota napoletano il migliore foglio della Repubblica offrì ima tribuna più vasta di quella che le autorità gli avevano sottratto nel giugno precedente, ed egli ne approfittò per diffondere le proprie idee sull'organizzazione dello Stato, sui doveri delle autorità, sull'eguaglianza dei cittadini.
Dove per Lampredi era stato fondamentale il momento economico, la prosperità come premessa alla graduale illuminazione, ora con Russo è in primo piano il momento etico. Così sarà attraverso l'esempio di una vita virtuosa che il magistrato formerà il popolo, giacché gli attuali governi sono piani di educazione generale per ricondurre gli uomini alla dignità repubblicana.31) Risalta già da queste parole come ci si trovi di fronte ad un pensiero alternativo al generale tono moderato imposto a Roma ed ovunque dai francesi. Un pensiero che porta alla luce le aspirazioni di quel popolo cui, coerentemente con le loro premesse, Lampredi e gli altri redattori avevano assegnato un ruolo subalterno nella società che si andava a costruire.
Nel quadro elaborato dal Monitore il popolo compare sempre come destinatario delle occasioni di lavoro che avrebbe saputo creare il capitale privato, finalmente dirottato verso impieghi produttivi dall'alto prezzo dei grani. E per condurlo ad accettare la preminenza del mercato sul pane quotidiano, del prezzo naturale sul prezzo giusto , a> i giornalisti avevano impostato un'operazione non meno impegnativa di quella sopportata per guadagnare le autorità al liberismo. Fu anzi questo lo sforzo propagandistico maggiore. La necessità del lavoro fu fatta risalire all'insegnamento evangelico, la vera attuazione del quale, con un espediente comune a tutta la pubblicistica repubblicana, si affermava essere la Rivoluzione. Per abbattere la superstizione e restituire al lavoro le migliaia di ozio
so) Cosi si era espresso Francesco Piranesi all'indomani della felice conclusione della crisi, e il concetto era stato ripreso da Lampredi per auspicare la fine delle contese tra quanti credevano nella Repubblica: È la diversità del fine quella che genera nei cittadini discordie inconciliabili, non la diversità dei mezzi (Monitore di Roma, n. 1 della II serie, 3 vendemmiale anno VII, p. 1).
31) Monitore di Roma, n. 5, 16 vendemmiale anno VII, p. 43. Sul periodo romano di Vincenzio Russo, oltre l'articolo di CANTIMORI cit. alla nota n. 43, vedi dello stesso autore il capitolo dedicato al patriota napoletano in Utopisti e riformatori italiani, Firenze, Sansoni, 1943, pp. 105-127.
52) Cosi VOLKER HUNECKE nell'articolo Tendenze anticapitalistiche nella Rivoluzione Francese. Intorno ad alcuni dibattiti recenti, in Società e storia, a. I (1978), pp. 143-165, dove viene posta in luce l'opposizione delle classi popolari ali'introduzione dei valori borghesi nell'Europa della Rivoluzione.