Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
> 1789-1799; REPUBB
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1984
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Alessandro Mimerò
si che affollavano Roma i redattori si erano quindi dedicati a separare nella coscienza popolare valori religiosi e regime politico: lungi dal costituire l'eclissi del messaggio cristiano, la fine della monarchia papale avrebbe significato l'inizio di una nuova era per la Chiesa, ricondotta finalmente alla povertà e alla struttura democratica delle origini. Liberate dall'inutile fasto le pratiche di culto avrebbero rispettato i diritti naturali degli individui. In quest'ottica, affermavano i giornalisti, si iscrivevano tutti i provvedimenti della Repubblica: l'esilio di Pio VI che per la verità il Monitore finse a lungo di ignorare la soppressione di conventi e confraternite, l'introduzione del giuramento civico.53) Ancora, il tribuno Luigi Lamberti aveva chiaramente espresso in un lungo articolo le esigenze del nuovo regime, che non tollerava ordini regolari, vita contemplativa, elemosine: Io credo che la divinità non ama punto l'uomo poltrone. Io credo, che Iddio preferisce un lavoratore dabbene, che fatica per nutrire la società, ad un vescovo, a un prete, a un frate, che non fanno nulla pel bene o pel vantaggio della società . s*)
A costruire un culto adatto ai tempi aveva infine provveduto Urbano Lampredi. Sotto la sua penna il dio della tradizione cristiana si sfarinò a poco a poco per assumere le sembianze dell'Essere Supremo dei philoso-phes , tutto razionalità e benevolenza. Assente ogni prospettiva ultraterrena, ridotto il Vangelo ad un codice morale, trasformato il prete repubblicano in un privato funzionario dei riti e delle cerimonie, ciò che Lampredi aveva finito con l'offrire ai lettori si era rivelato un impasto di temi fondamentalmente deistici, per quello che attiene alla dottrina, mentre per quanto riguarda il ruolo di attivo fattore di progresso civile connesso alla nuova funzione del clero, il ricordo del giansenismo toscano era esplicito.55)
Ma, prescindendo da ogni considerazione sulla realizzabilità dei sogni
53) Sulla soppressione dei conventi l'atto più importante della politica ecclesiastica della Repubblica vedi MARIO BATTAGLINI, La soppressione dei conventi neila Repubblica Romana del 1798, in ID., Le istituzioni di Roma giacobina (1798-1799). Studi e appunti, Milano, Giuffrè, 1971, pp. 107-140. 11 giuramento civico avrebbe trovato posto nella Costituzione, scatenando lunghe polemiche. L'art. 367 della carta stabiliva che ogni funzionario dovesse prestare giuramento d'odio alla Monarchia e all'Anarchia e di fedeltà ed attaccamento alla Repubblica e alla Costituzione. Sul giuramento vedi le considerazioni del Monitore al n. 7, p. 54 e al n. 11, p. 88.
54) Monitore di Roma, n. 37 e n. 38 della I serie. Il tìtolo dell'articolo è Credo di un Repubblicano. Qualche tempo dopo Lamberti fu protagonista di una vivace polemica con Claudio della Valle, autore dell'unico serio tentativo di riforma religiosa della Roma repubblicana, l'elezione popolare dei parroci. Lamberti ne fraintese il significato, giudicando il della Valle come uno stanco epigone del giansenismo e non nascondendo quindi la propria laica insofferenza. Anche dopo le precisazioni di della Valle però il Monitore non accordò mai troppa importanza all'iniziativa. Su tutta la vicenda vedi R. DE FELICE, L'evangelismo giacobino e l'abate Claudio della Valle, in Io., Italia giacobina, Napoli, ESI, 1965, pp. 171-287.
55) Vedi soprattutto gli articoli di istruzione dei nn. 46, 47, 48, 49, 50, 52, 56. Il tenore di queste pagine è tale da indurre a rigettare l'affermazione di Cantimori secondo cui Lampredi tenta di spacciare per cattolicesimo un cristianesimo dalla colorazione vagamente giansenistica (Vincenzio Russo... cit., pp. 190*191, dove si legge anche che gli articoli mantengono un tono apologetico ). Se la preoccupazione di evitare fratture troppo violente