Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI ROMA 1789-1799; <> 1789-1799; REPUBB
anno <1984>   pagina <152>
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Alessandro Miniero
mava i voti solermi.5) A questo popolo, al quale, come ad un minore, la legge impone la rappresentanza necessaria, occorre spiegare con cautela le novità, per evitare che cada preda dei seduttori , dei preti pronti a sfrut­tare subdolamente le promesse rivoluzionarie: Si: bisogna aver prudenza nel non dire certe verità troppo dure e indigeribili alla massa del popolo; bisogna aver giudizio per istruirlo con metodo, con chiarezza, con verità, bisogna aver circospezione perché non confonda la libertà con la licenza, la eguaglianza di diritti con l'eguaglianza di fortuna... . *)
Ai timori di Lampredi fa eco Bisiotti commentando la Costituzione, che, elargita dai liberatori, risparmia ai romani l'anarchia nascente dal con­trasto dei partiti, raccoglie il meglio delle precedenti carte e assicura libertà, sovranità, uguaglianza civile: L'uguaglianza è l'altro fondamento della Costi­tuzione, non già l'uguaglianza di fortuna, la quale ripugna all'ordine delle cose. Il tentativo fatto inutilmente per istabilire questa tra gli Spartani dal più famoso dei Legislatori, da Licurgo, basta a convincere dell'impossibilità. L'uguaglianza, che si prescrive è quella che rende tutti uguali agli occhi della Legge, ed esclude le prerogative di nascita, le distinzioni di gradi, le fumose caratteristiche di titoli ereditari ; tutto quello, cioè, cui si doveva se la società era da sempre divisa in due porzioni, una prepotente per la ric­chezza, e per i privilegi, l'altra preponderante per il numero, e per la forza . La conclusione non è ottimistica: nonostante la Costituzione il giornalista può solo augurarsi che alla Repubblica sia risparmiato il fuoco terribile di una lotta tra le due parti. ?
Proprio per eliminare la divisione delle classi ora Vincenzio Russo, alla guida del Monitore, proponeva misure mai comparse su quelle pagine. La felice conclusione della crisi di settembre lo autorizzava a pensare che fosse iniziato il secondo momento della rivoluzione, quello che secondo la teoria esposta nei Pensieri politici da poco pubblicati mette capo alla costruzione del nuovo ordine attraverso interventi decisi sull'assetto della società.61)
58) Monitore di Roma, n. 13, 4 aprile 1798, p. 103.
59) Monitore di Roma, n. 7, 14 marzo 1978, p. 53.
*> Monitore di Roma, n. 10. 24 marzo 1978, pp. 78-79.
61) I Pensieri politici apparvero nell'estate del '98 per i tipi di Poggioli, il tipografo del Monitore. Fin dalla primavera Poggioli aveva dato vita ad una collana storico-politica inaugurata con la traduzione del Contratto sociale cui aveva dato il nome di Biblioteca repubblicana . I Pensieri politici sono poi stati ripubblicati da DELIO CANTIMORI in Giacobini Italiani, Bari, Laterza, 1956. Per la teoria della rivoluzione vedi in particolare ì capp. XXVII e XXVIII. Un commento della teoria, che costituisce il nucleo dei Pensieri, in GIUSEPPE GALASSO, Il pensiero politico di Vincenzio Russo, in Mezzogiorno medievale e moderno, Torino, Einaudi, pp. 231-299 e in RUGGIERO ROMANO, Vincenzio Russo e gli estremisti della Repubblica napoletana del 1799, in Atti dell'Accademia nazionale di scienze morali e poli­tiche della Società nazionale di scienze, lettere ed arti in Napoli, LXIV (1952), pp. 67-128. Il senso della nuova fase apertasi con la crisi di settembre 6 espresso da Russo sul Monitore con queste parole: Noi possiamo assicurare che il tempo dei birbanti è unito, grazie ai nuovi Commissari Francesi, ai nuovi Consoli ed al nuovi ministri. Ormai deve tremare solo il delitto (n. 3 del 9 vendemmiale anno VII, p. 27). Secondo CANTIMORI infine proprio la esperienza del Monitore e del Circolo costituzionale , risalente a un paio di mesi prima,