Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
> 1789-1799; REPUBB
anno
<
1984
>
pagina
<
153
>
77 Monitore di Roma
153
La Repubblica è solo il primo passo sulla via della rigenerazione. Ecco allora le prime indicazioni per allargare l'area del consenso popolare: dividere e suddividere le proprietà, formare un'armata di contadini-soldati padroni della terra che coltivano; e poiché non si può fare tutto d'un colpo, si provveda intanto a ridurre il numero degli impiegati, si fissino con esattezza le spese dello Stato e si riservi il frutto della vendita dei Beni Nazionali al mantenimento dell'armata francese. Con queste misure si otterrà almeno di non gravare troppo su una popolazione impoverita. *
Lampredi, già all'indomani della proclamazione della Repubblica, aveva visto gli uomini guidati dal luminoso principio del patto sociale, per poi parlare del popolo come di un volgo fanatizzato . tó> Non c'era in effetti contraddizione. Con quest'affermazione egli riconosceva che per quanti credevano nella società del merito, per quanti leggevano i fogli pubblici veramente la rivoluzione era compiuta: presto la Repubblica avrebbe fissato nelle leggi tutta la libertà e tutta l'uguaglianza di cui essi abbisognavano, e dunque era bastata la cerimonia sul Campidoglio per far nascere il luminoso principio del patto sociale. Il volgo fanatizzato , l'abbiamo già visto, sarebbe stato assimilato a poco a poco.
Non altrettanto ottimista è Russo: Appena che una nazione si dichiara democratica, non ha luogo in essa immantinente e per ogni sua parte la Demo crazia... La Democrazia non consiste no, nelle formole della Costituzione Democratica! questa soltanto accenna quello che si debba fare per aver Democrazia, ma da se stessa noi fa. La Democrazia conviene piantarla negli animi, conviene stabilirla nel riordinamento dei fatti sociali, nella riforma dei pubblici desiderj, nel raddrizzamento dei costumi, nell'onnipotenza di una legislazione repubblicana, e dell'opinione.6
E soprattutto la democrazia promette ben altro che una prospettiva di indefinito rischiaramento al popolo, il quale, per parte sua, non chiede solo panem et circenses :
La Democrazia propone ed esige uguaglianza. Il popolo ne vede poca; ma in molte cose non può vederne di più. Bella eguaglianza, dice il popolo! Chi ha tanto e chi niente.
Bèlla eguaglianza! Pochi sono in magistratura, e fra costoro niuno preso veramente dal popolo.
Vi è disuguaglianza grande nelle fortune, è vero: ma chi dice mai, che vi sarà sempre? La Costituzione non ha di già distrutto feudi primogeniture, fedecommessì, che più direttamente favorivano la disuguaglianza delle fortune? A poco a poco si faranno altre
aveva ispirato a Russo l'idea che una rivoluzione, per dirsi compiuta, necessita di due tempi, il secondo dei quali soltanto comincia a gettare le basi della nuova società (Utopisti e riformatori cit., pp. 106 e sgg.).
<52) Vedi gli articoli di istruzione dei nn. 4 e 9 della II serie. L'articolo pubblicato sul n. 4 fa seguito ad uno di Lampredi, dal titolo Contribuzioni, in cui, facendosi garante dell'onestà dei governanti, il giornalista esorta i romani a pagare prontamente le somme richieste.
<> Monitore dì Roma, n. 1, 21 febbraio 1798, p. 2.
64) Monitore di Roma. n. 9, 29 vendemmiale anno VII, pp. 81-82.