Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
> 1789-1799; REPUBB
anno
<
1984
>
pagina
<
154
>
154
Alessandro Miniero
operazioni ancora, onde le fortune vengano ridotte almeno ad equabilità di qui a qualche anno. Allora non vi saranno più uomini grandemente ricchi, e l'indigenza non funesterà più né chi la soffre, né l'animo sensibile di chi la riguarda.
Non vi è nel Consolato, non nel corpo legislativo un uomo preso veramente dal popolo, è vero. Ma siamo un poco di buona fede: il popolo, quale oggi è, può dare poi ì migliori magistrati? Popolo, io non ledo la tua maestà: non insulto l'avvilimento, nel quale ti hanno inabissato i tiranni: ma forza è pur confessarlo, tu non hai ora i lumi necessari per reggere una repubblica nelle difficili circostanze di una rivoluzione...
Tu non sarai però sempre quale sei al presente: tu riceverai un'educazione repubblicana: i tuoi figli, tu stesso sarete istruiti a spese della repubblica. Allora conoscerete l'arte di governare, saprete le leggi, le rendite pubbliche, la maniera di amministrarle. Lo stato vostro non sarà un enigma per voi: e vi saranno ben noti ancora i rapporti vostri cogli stati vicini. Di qui a soli pochi mesi la grande opera, base vera di Democrazia, e di felicità, sarà cominciata. Allora i lumi, le cognizioni non più saranno la prerogativa di pochi, ma l'eredità di tutti. Assodata la repubblica, gli affari saranno più facili, e più spediti, nella semplicità delle leggi, dei metodi, dei costumi, ed il popolo sceglierà esso tra tutti i cittadini coloro che più crederà atti a governare con saviezza e con zelo i comuni interessi.
Questo promette, e questo otterrà la Democrazia.)
La presenza di Russo alla testa del Monitore ebbe, come si può facilmente immaginare, una durata assai breve. Già dalla fine di ottobre infatti la sua firma non compare più in calce agli articoli di istruzione, affidati ora alla retorica prosa di Vincenzo Bianchini, un avvocato toscano pronto ad esaltare la povertà di Roma antica allorché si profila lo spettro della carestia. Per sapere qualcosa del distacco occorrerà attendere il febbraio del 1799, quando un foglio nato con l'esplicito proposito di fare concorrenza al Monitore, L'Osservatore, dichiarerà che la testa del giacobino napoletano era stata chiesta dai consoli dopo un articolo violentemente critico, peraltro fermato in tipografia. Gli altri giornalisti, gli scialbi Bianchini e Mari, erano stati felici di liberarsi di una così forte personalità, ottenendo in cambio protezione e sussidi. Benché la testimonianza dell'Osservatore, resa quando Russo èra ormai a Napoli con Champiortnet, sia alquanto imprecisa il Monitore era infatti divenuto Foglio Nazionale ben prima dell'allontanamento di Russo l'improvvisa fine del rapporto lascia in effetti supporre uno scontro con le autorità.66)
85) Monitore di Roma, n. 10, 3 brumale anno VII, p. 93. Commentando questo brano CANTIMORI scrive: È in sostanza un articolo che invita alla moderazione, e cerca di frenare le impazienze di qualche scalmanato, come a Roma ce n'erano, specie nella società degli Emuli di Bruto: ma non è un sermoncino. come per esempio alcuni del Lampredi, per esortare all'accettazione dello stato di fatto; anzi è l'invito alla preparazione, morale e tecnica... ad attuare seriamente le aspirazioni che si andavano mostrando, e che anche egli condivide con quel popolo impaziente e immaturo al quale si rivolge (idee di riforma sociale in Italia, in Stadi di Storia. Torino, Einaudi, 1959. pp. 571-605. L'edizione originale dello scritto risale al 1948).
*w De L'Osservatore, stampato da Antonio Fulgoni, ci rimangono ventiquattro numeri conservati presso la Biblioteca Casanatense; 11 primo è datato 9 piovoso anno VII (28 gennaio 1799), l'ultimo 4 pratile anno VII (22 maggio 1799), Caratterizzato da una linea politica non troppo dissimile da quella del Monitore liberismo di fondo, lotta alla corruzione,