Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI ROMA 1789-1799; <
> 1789-1799; REPUBB
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1984
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169
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J7 Monitore di Roma 169
E, come questa borghesia, il Monitore non va al di là di certe richieste. Lungi dall'essere un giornale giacobino ciò che già dallo studio di TautiJ emerge con chiarezza m) esso rappresenta piuttosto per alcuni spunti la concezione del popolo fanciullo, la preminenza civile e politica accordata ai proprietari, l'ostilità ai partiti, l'esaltazione delle virtù militari un'anticipazione di quel liberalismo moderato che di ] a pochi anni troverà nell'opera di Vincenzo Cuoco la formulazione più adeguata. Al pari di Cuoco, nella Milano napoleonica Lampredi incontrerà l'ambiente ideale, ancora una volta impegnandosi con la stampa nella ricerca e nell'organizzazione del consenso.103)
ALESSANDRO MINIERO
moderna dei territori da secoli soggetti al papa anche nella loro parte meridionale notoriamente più conservatrice (CARAVALE-CARACCIOLO, LO Stato pontificio cit.,.p. 573).
io2) si l'on excepte le "clan" radicai des napolitains, on peut parler d'un "esprit" du Monitore, fait de clarté et de progressisme modéré, sans compromission mais sans excès, si non de language (La presse... cit., p. 526). Per quanto riguarda in particolare le concezione economiche del giornale, vedi poi le considerazioni di DIAZ in termini di valutazione generale del triennio repubblicano (La questione del giacobinismo italiano ... cit., pp. 587 e sgg.). 11 più convinto assertore del giacobinismo del Monitore era stato, in anni ormai lontani, il GIUNTELLA, La giacobina Repubblica romana... cit., p. 21.
103) Dopo un'esperienza di insegnamento in Francia e in Italia, Lampredi fondò nel 1811 a Milano // Poligrafo, con gli esuli Lattanzi e Lamberti; il foglio, espressione della cerchia che faceva capo a Giovanni Paradisi e Vincenzo Monti , si fece paladino del purismo linguistico (CAPRA, // giornalismo nell'età rivoluzionaria... cit., pp. 509-510) e promosse una strenua guerra letteraria al Foscolo, celebrando così i fasti del regime napoleonico. Durante la Restaurazione Lampredi girovagò a lungo in Italia e in Europa, fu coinvolto nei moti del 1820 a Napoli dove scrisse per il giornale dei carbonari, Minerva napolitano quindi si rifugiò nello studio della letteratura e della lingua, nel disimpegno più assoluto. Negli ultimi anni, infine, fece violenta autocritica dei trascorsi repubblicani, arrivando a sostenere che la collaborazione al Monitore gli era stata imposta dai francesi come prezzo per la permanenza a Roma (vedi l'autobiografia in D. DIAMILLA MULLER, Biografie autografe e-inedite cit/pv 200). Mori a* Napoli, ormai cieco CUT piena orisi'spirittialernel 1838.