Rassegna storica del Risorgimento
ALESSANDRIA STORIA 1856-1857; GIORNALI TORINO 1856-1857
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1984
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/ cento cannoni di Alessandria
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Il governo di Sua Maestà mostra, in effetti, una condotta equidistante, da giudice imparziale, che può servire a stabilire una versione delle cose asettica e non inquinata. Il responsabile delia politica estera Clarendon, in un dispaccio al rappresentante a Vienna, considera altamente reprensibile qualsiasi tentativo da parte della Sardegna di apportare un cambiamento negli accordi territoriali stabiliti dai Trattati ma, rammentata la stretta alleanza vigente tira Inghilterra, Francia e Sardegna e segnalato l'interesse dell'Europa per un'analoga situazione anglo-franco-austriaca, non può fare a meno di notare che, con la continua occupazione militare di regioni italiane, l'Impero ha acquistato de facto un'estensione di possedimenti territoriali che è contraria alla lettera e allo spirito del Trattato di Vienna, e che è una minaccia e un pericolo costante per la Sardegna . *9
Da Torino giunge una replica, che ha tutto il sapore di essere stata concordata con Cavour. L'ambasciatore Hudson segnala che il regno sabaudo non ha alcuna intenzione di muovere guerra senza l'assenso delle due potenze alleate e che ogni elemento di attrito, presente e futuro, sarebbe eliminato con l'abbandono in Lombardia delle pratiche intimidatorie (sequestri di beni) nei confronti dei sudditi sardi e con l'avvio, reale e concreto, delle riforme decise nel congresso di Parigi. 12> È proprio all'indomani della grande assise francese, non dimentichiamolo, l'avvio più deciso e risoluto della sintesi unitaria, il momento in cui vengono definitivamente riconosciute la funzione del Piemonte e la posizione di Vittorio Emanuele. 13>
Ma vediamo da vicino la questione delle fortificazioni di Alessandria, che nell'ambito militare e politico-militare è parallela a quella del trasferimento dell'arsenale da Genova a La Spezia, ugualmente affrontata ed esaurita, non senza difficoltà, nella sessione legislativa del 1857.
Il progetto delle fortificazioni di Alessandria si studiò, si maturò per molti armi; ... il ministro della guerra ha sempre insistito nel modo il più positivo onde venisse posto ad esecuzione; ... quando, reduce dalla Crimea, riassunse il portafoglio della guerra, non ebbe pace né tregua sinché non ottenne che il suo collega per le finanze si unisse a lui per promuovere il decreto che sanzionava il progetto ed accordava i fondi per l'immediato incominciamento dei lavori .,4) In questa ricostruzione ufficiale, fatta nel corso di un intervento parlamentare, Cavour smentisce ogni improvvisazione e ogni intenzione provocatrice nei riguardi dell'Austria: La Marmora ha il merito di aver concepito e sostenuto il progetto, che, solo dopo molto tempo, è stato sorretto dai necessari fondi, concessi dal responsabile del dicastero finanziario, che è, guarda caso, lo stesso Cavour.
A dire il vero, senza voler risalire indietro nei secoli, sino al Barbarossa, che dovette nel 1174-1175 cedere di fronte agli insuperabili bastioni, la storia
io Ivi, p. 645.
12) Ivi, pp. 649-651.
) E. MORELLI, Mazzini, in Correnti ideali e politiche della Sinistra italiana dal 1849 al 1861 {Atti del XXI convegno storico toscano - Castelvecchio Pascoli, 26-29 maggio 1975), Firenze, 1978, p. 40.
M) C. BENSO DI CAVOUR, Discorsi parlamentari, voi. XIII (1857), a cura di A. SAITTA, t. [, SÌA,, p. 273.