Rassegna storica del Risorgimento
ALESSANDRIA STORIA 1856-1857; GIORNALI TORINO 1856-1857
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1984
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Vincenzo G. Pacifici
della fortificazione moderna inizia con Vittorio Amedeo II, artefice, dopo il 1720, della Cittadella sull'area del quartiere Borgoglio, sulla sinistra del Tanaro. Nel 1807 Napoleone decìse di trasformare Alessandria nella più vasta fortezza d'Italia con altissimo impiego di capitali e di uomini. Alla sua cadute, tra le decisioni del Congresso di Vienna vi è quella di abbattere tutto, conservando solamente la Cittadella. I5J La scelta politica non cancella logicamente la posizione della città, posta alla confluenza del Tanaro con la Bormida ed il Po ed è a questo che torna a guardare, confortato da altri strateghi, La Marmora.
Il generale Govone, già dai giorni di Sebastopoli, aveva segnalato la necessità di un piano per trincerare Alessandria 16> e Carlo Mezzacapo, nel 1856, considerava provvido consiglio ... quello di fortificare Casale , così da proteggere Torino da eventuali colpi di mano, ma più provvido ancora l'altro di costruire un campo intorno Alessandria, capace di accogliere tutte le forze mobili del Piemonte . ,7> Dei resto anche la stampa democratica era dello stesso avviso e, nell'approvare la decisione governativa, invitava i responsabili politici a non arrestarsi a quella sola posizione militare, sibbene a compiere tutto il sistema di difesa della nostra frontiera orientale . 18> Cavour, dal canto suo, spiega le sue scelte nella relazione illustrativa al progetto di legge con il quale viene domandato un credito di 5 milioni di lire. In essa il presidente del Consiglio, ministro degli affari esteri e delle finanze, dopo avere individuato in Casale e in Alessandria i due capisaldi della linea interna di difesa, nota che mentre la prima città è in gran parte fortificata , la seconda ora più che mai importante per il gran numero di strade ferrate che vi mettono capo, a malgrado della sua ottima cittadella, trovasi pur sempre indifesa. Cavour non sfugge all'argomento, di per sé scottante, dell'iniziativa, cioè, assunta per decreto regio con il Parlamento chiuso. Insiste sulla particolare urgenza dei lavori, ,9> per la realizzazione dei quali era occorso soltanto un milione di lire, ma aggiunge che nei mesi successivi, su indicazioni della direzione del genio militare , il progetto comportava un onere complessivo di 4 milioni e 200 mila lire, cui andava aggiunto un ulteriore milione per le bocche da fuoco (270 mila lire), per affusti ed altro materiale (150 mila lire) e per i proiettili (580 mila lire).20)
W) p. CIVALIEJU Di MASIO, Gli avvenimenti del 1859 visti da un alessandrino, in Rivista di storia arte archeologia per le province di Alessandria e Asti, LXVIII-LXIX (1959-1960), p. 167.
tt) A.M. GHISALBERTI, Valleanza di Crimea e l'opinione pubblica, in // Risorgimento, Vin (1956), p. 14.
W) C, MEZZACAPO, Importanza di Alessandria, in Rivista militare, I (1856), voi. Ili, p. 294.
!*) // Diritto, III, n. 180 e n. 189, mercoledì 30 luglio e sabato 9 agosto 1856.
,9> In effetti con provvedimenti dei primi di luglio si era stabilita l'apertura del credito di un milione di lire e si era dichiarata la pubblica utilità delle fortificazioni.
2Q) ATTI DEL PARLAMENTO SUBALPINO (d'ora in avanti, A.P.S.), Camera, leg. V, sess. 1857, Documenti, voi. II, pp. 748-749.
Il progetto di legge era stato presentato nella seduta del 19 gennaio 1857 (A.P.S., Camera, leg. V, sess. 1857, Discussioni, voi. I, p. 123).