Rassegna storica del Risorgimento
ALESSANDRIA STORIA 1856-1857; GIORNALI TORINO 1856-1857
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1984
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Vincenzo G. Pacifici
La testimonianza di uno storico di parte moderata, quale Vittorio Bersezio, confuta nettamente il pessimismo di Pallavicino e i timori di Manin, che voleva imporre alla raccolta con il concorso degli italiani non piemontesi le cachet d'une manière incontestable.76) Bersezio considera la pubblica colletta una risposta data dalla nazione alle continue minaccie dell'Austria e un ammonimento della opinione popolare al governo sulla necessità di armarsi e tenersi pronti al cimento .
La versione di Bersezio è utile chiave per introdurre il discorso sull'altra sottoscrizione, nata come risposta di Mazzini e destinata agli ambienti democratici.
La sottoscrizione per i 10.000 fucili
Irritato dall'abbandono di tanti valorosi sostiene lo scrittore e giornalista cuneense dall'accrescimento del partito monarchico, Mazzini intese controbattere, ma naturalmente il governo piemontese non poteva permettere un simile atto sovversivo; lo combattè risolutamente; gli italiani del Piemonte lo condannarono, quelli delle altre Provincie lo respinsero, pochi tra gli emigrati in Francia e in Inghilterra vi si associarono, e la cosa cadde miseramente senza effetto alcuno.78)
Abbiamo definito la valutazione di Bersezio utile chiave : essa, infatti, giustifica e spiega la reazione delle autorità, ma non è davvero fedele nel raccoglierne gli echi. Le cose andarono diversamente. Vediamole.
L'Italia deve insorgere ... L'Italia può insorgere e trionfare ... ogni provincia che si votasse a ricevere e a dare i primi colpi al comune nemico, a iniziare, antiguardo dell'esercito italiano, la battaglia rivoluzionaria, ha diritto di essere certa di aiuto morale e materiale dalle altre. L'aiuto morale è dato dalla parola virile ... L'aiuto materiale dovrebbe esser reso certo da qualche manifestazione esteriore, da un segno visibile, il quale ispirasse alla vanguardia dell'esercito rivoluzionario la fiducia d'essere fraternamente e validamente appoggiata. Con queste parole, il 19 agosto su Italia e Popolo,1 Mazzini presenta la sottoscrizione nazionale per l'acquisto di 10.000 fucili destinati alla prima provincia italiana che insorgerà contro il comune nemico.
L'avvio dell'iniziativa non fu pacifico, tanto che Mazzini dovette lottare a lungo contro le esitazioni di Bartolomeo Francesco Savi, direttore del gior-
7fl ivi, p. 419.
77) V. BERSEZIO, Il regno di Vittorio Emanuele IL Trent'anhi di vita italiana, libro VI, Torino-Roma, 1892, p. 452.
Suscita scetticismo l'affermazione secondo cui nell'occasione si posero gli uomini politici di più importanza , per accettare e favorire e coadiuvare l'egemonia cavouriana (ivi, p. 453).
78) Ivi, p. 453.
79) JtaUa e Popolo, VI, n. 230, martedì 19 agosto 1856, ora in S.E.T., voi. LV, Politica, XIX, Imola, 1929, pp. 217-218.