Rassegna storica del Risorgimento
CLERO LUCCA SEC. XIX; LUCCA SOCIET? SEC. XIX
anno
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1984
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pagina
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201
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Sulla storia di Lucca
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in una prospettiva storiografica, non priva di spunti polemici. Si riallaccia alla discussione iniziata nel lontano 1958, quando nel convegno di Castiglion-cello venivano cercate definizioni più precise riguardo ai movimenti cattolici e Jemolo, rifiutando questo termine per il cattolicesimo liberale, parlava di modo dissentire dei singoli personaggi.4> Camaiani si è inserito nel dibattito proseguito per anni e, attraverso pazienti analisi e ricerche, giunge a conclusioni diverse, almeno per certi aspetti, rispetto alle tesi sostenute da altri studiosi. Si tratta a volte di tesi divenute tradizionali, come quella che considerava il crollo del neoguelfismo conseguente all'allocuzione del 29 aprile: il patriottismo guelfo, afferma l'autore, rimane vivo in vari ambienti, non solo a Lucca, che ne offre un valido esempio. Egli si ferma a lungo su questo tema, che considera centrale per cogliere atteggiamenti e mentalità di gran parte di clero e aristocrazia, soprattutto di quella parte di cattolici che pensa ancora di poter conciliare il sentimento nazionale con i diritti del papato. Il '59 è una data spartiacque: dopo, queste posizioni si dimostreranno insostenibili. L'autore conclude il suo lavoro affermando che il clima neoguelfo preannunciava i motivi del nazionalismo cattolico del Novecento. Ribadisce quindi il concetto della sopravvivenza a Lucca attraverso i decenni di una mentalità conservatrice in una società cristiana, che si fonda sull'inscindibile binomio di ordine e religione.
Questa conclusione fa pensare che l'autore voglia proseguire la sua ricerca e ci si augura che continui a lavorare in questa direzione, in modo da darci un quadro esauriente relativo ai riflessi che questo decennio proietta negli anni venturi; un quadro che delinei che cosa ha significato l'eredità neoguelfa nella seconda metà del secolo e sotto quali forme essa si presenta nella ormai mutata situazione politico-sociale. Direi che lo stesso termine guelfismo assume un significato diverso tra la fine del sec. XIX e l'inizio XX in confronto a quello che aveva intorno alla metà dell"800. Mi sembra che l'espressione usata da Jemolo vada intesa in senso molto lato. Forse per il grande storico del cattolicesimo liberale si trattava più che altro di un interrogativo che egli si poneva negli anni in cui non si erano ancora sviluppati gli studi su correnti, tendenze e movimenti cattolici di altra formazione religiosa e culturale. Varrebbe perciò la pena di seguire questo fenomeno carsico del guelfismo nella seconda metà del secolo e verificare come si evolve il filo conduttore che lega l'esperienza della Lucca toscana a quella della Lucca italiana dei decenni-seguenti: si potrà chiarire se la storia delle organizzazioni cattoliche sia veramente insufficiente a decifrare quel filo. Si constaterà forse che è necessario continuare nell'analisi della società per capire fino a quale punto si può ancora parlare di società cristiana o meno, ufficialmente cristiana e non. Al di là del piano politico-amministrativo, bisogna indagare ancora in quello religioso, sociale, economico per comprendere la mentalità. Allora forse si spiegherebbe in maniera più
religiosità in Italia dopo l'Unità (1861-1878), Milano. Vita e Pensiero, 1973, Rei. II. ppl 65-128; Cattolicesimo liberale e cattolicesimo conclllatorìsta. in Rivista dì storia e letteratura religiosa, 1975, pp. 72-105; Castighi di Dio e trionfo della Chiesa: mentalità e polemiche dei cattolici temporalisti nell'età di Pio IX, in Rivista storica italiana, 1976, pp. 708-744. 4) Atti dell'XI convegno storico toscano, in Rassegna storica toscana, 1958, fascicoli IIMV.