Rassegna storica del Risorgimento
CLERO LUCCA SEC. XIX; LUCCA SOCIET? SEC. XIX
anno
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1984
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pagina
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202
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202
Maria Luisa Trebiliani
articolata come sia avvenuto il passaggio dal rifiuto all'accettazione dell'Italia liberale da parte di molti lucchesi cattolici aristocratici. Camaiani infatti afferma in contrapposizione a precedenti interpretazioni storiografiche che a Lucca la maggioranza dei patrizi, in genere clerico conservatori , non è stata favorevole all'annessione al Piemonte, pur essendo animata da un forte municipalismo antitoscano. Sarebbe perciò interessante seguire l'evolversi di atteggiamenti e di posizioni che il passare del tempo e il mutare di generazioni determinano: si potrebbe forse arrivare a spiegare con maggiore approssimazione il fenomeno della continuità del moderatismo bianco . Cogliere nelle sue diverse sfumature la storia della società lucchese tra '800 e '900 potrebbe forse significare un ulteriore superamento della impostazione degli studi esistenti sulla città murata.
Queste opere mi riferisco in particolare a quelle di M. Stanghellini e di M. Maccarrone5) hanno una innegabile validità e Camaiani lo dimostra ricollegandosi ad esse, anche se poi ne prende le distanze. Si tratta di studi che hanno rappresentato delle tappe nello sviluppo storiografico di questi ultimi decenni e hanno aperto la strada a nuovi campi di ricerca. Il volume di M. Stanghellini e U. Tintori del 1958 uno dei primi della collana 5 lune sul movimento cattolico va annoverato tra gli studi che in quegli anni hanno segnato una decisa rottura con il tipo di interpretazione tradizionale della storia del Risorgimento. Come spesso si può constatare nei primi lavori pubblicati dopo la scoperta del filone degù intransigenti, pure qui sì tende a esaminare la situazione senza quelle sfumature che poi l'interesse crescente per simile tematica e l'affinamento metodologico permetteranno di raggiungere successivamente. Prezioso è anche il lavoro di mons. Maccarrone sull'arcivescovo Arrigoni, che è significativo nello sviluppo degli studi storici (e non solo su Lucca), perché è tra le prime e le poche biografie moderne esistenti sui vescovi italiani dell' '800. Certamente una migliore conoscenza dei vescovi che hanno preceduto e seguito Arrigoni a Lucca, 6> attraverso uno studio approfondito della loro azione pastorale e del loro rapporto con la diocesi a tutti i livelli, servirebbe non poco a chiarire questa società cristiana proprio sul piano religioso.
perciò auspicabile che Camaiani contìnui a scavare nella storia lucchese, proprio come verifica di temi e di criteri interpretativi di ordine generale , come egli stesso ha detto ?> in un contesto storiografico di valorizzazione e insieme di superamento di quanto già è stato studiato. Non muterà in sostanza il quadro tracciato relativo alla mentalità lucchese del decennio preunitario, ma forse una più documentata conoscenza del periodo precedente e seguente potrà permettere una più esatta valutazione sul piano della lunga durata di modifiche, trasformazioni, evoluzioni
5) M. STANGHELLINI - U. TINTORI, Storia del movimento cattolico lucchese, Roma, Cinque Lune, 1958; M. MACCARRONE, // Concilio Vaticano 1 e il Giornale di mons. Arrigoni, Padova, Ed. Antenore, 1966.
6> Su mona. Volpi, vescovo ausiliare a Lucca dal 1897 al 1904, v. A. TAPI. // servo di Dio mons. Giovanni Volpi (1860-1931), Arezzo, 1981.
7) E. PASSERIN D'ENTRBVES, G. ALBERIGO, P. G. CAMATANT, Lucca e la società cristiana, in Humanitas, 1981. pp. 234-241.