Rassegna storica del Risorgimento

D'ADAMO GIANCARLO
anno <1984>   pagina <209>
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Giancarlo D'Adamo
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in cui, senza indulgere al carattere del discorso d'occasione, D'Adamo ha proposto una attenta e articolata lettura di vari scritti di Alberto Cantoni, indicando da un lato le linee di una fortuna critica assai favorevole alle esperienze stilistiche dello scrittore, e dall'altro scavando in profondità nel precisare il carattere e la portata dello stile, del gusto e del mondo letterario ed umano del Cantoni, i limiti della sua adesione alle correnti letterarie del tempo.
Come Commissario e poi Presidente del Comitato mantovano dell'Isti­tuto, D'Adamo aveva raccolto con mano ferma la difficile eredità del lavoro svolto dall'aw. Emilio Fario con ottimi risultati per lunghi anni, impostando un'attività di ricerca e di promozione culturale che aveva dato buoni frutti con il convegno storico per il centenario della morte di Garibaldi, parteci­pando ai Congressi dell'Istituto e alle riunioni della Consulta, mantenendo i contatti con la stampa locale e non.
Ma oltre la sua personalità di insegnante, di studioso attento e appas­sionato, interessa la sua figura morale, la sostanza del suo operare nella società. L'abbiamo apprezzato come collega, come aggiornato lettore di letteratura e storia; ma lo ricordiamo in molti per le sue doti e qualità umane, per il riserbo quasi il pudore nel mettere in luce la sua prepa­razione intellettuale, per la sua cortesia e ricchezza interiore che si palesava però, appunto con gli amici più intimi, diventando disponibilità completa, aiuto sincero, amicizia profonda. Per questo se la sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo della scuola e degli studi, un vuoto incolmabile lasoia nella famiglia, da lui teneramente amata, e fra gli amici che lo apprezzavano per la cultura, il tratto signorile, la gentilezza d'animo, l'apertura verso ogni esperienza importante del nostro tempo.
RENATO GIUSTI