Rassegna storica del Risorgimento
D'ADAMO GIANCARLO
anno
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1984
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pagina
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210
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LIBRI E PERIODICI
HARRY HEARDER, Italy in the Age of Risorgimento. 1790-1870 ( Longman History of Italy , Volume Six); London and New York, Longman, 1983, in 8, pp. X-325. . 8.95.
Non è facile esprimere un giudizio su mi libro come questo, evidentemente concepito e scritto con finalità particolari che non possono presentare alcun interesse per un pubblico italiano anche il meno smaliziato ed esigente. L'autore è una vecchia ed apprezzata conoscenza per tutti gli studiosi di cose risorgimentali, soprattutto nel campo dei rapporti angloitaliani, e la sua frequente partecipazione ai congressi di storia del Risorgimento è testimonianza di una continuità di interessi che ha dato risultati sempre meritevoli di attenzione. (Numerosi, per esempio, sono i riferimenti a suoi penetranti saggi che si trovano nel recentissimo ultimo volume della splendida biografia di Rosario Romeo: Cavour e il suo tempo (1854-1861), Roma-Bari, Laterza, 1984). La presente opera complessiva sull'età risorgimentale rientra nel quadro di una nuova collana dedicata alla storia d'Italia dal Medio Evo ai giorni nostri dall'editore inglese Longman e nella quale finora è apparso soltanto un altro volume, dovuto a John Larner, Italy in the Age of Dante and Petrarch, 1216-1380. È presumibile che nella redazione della sua sintesi l'Hearder abbia dovuto attenersi a esigenze editoriali tendenti a presentare al pubblico anglo-sassone ima storia generale italiana il più accessibile possibile anche a lettori quasi del tutto privi di una sia pur sommaria informazione di base. II rispetto di tali esigenze ha portato così il nostro distinto studioso a mantenere il suo discorso ad un livello generale così elementare da risultare a volte francamente eccessivo.
Il consueto e difficile problema che si pone a chiunque si accinga a tracciare le linee fondamentali del processo storico dell'unificazione italiana, quello cioè di organizzare in modo coerente una materia così vasta, complessa e varia, collegando in maniera persuasiva gli elementi di storia nazionale a quelli di storia regionale, è stato risolto con notevole efficacia dall'autore. A una prima parte introduttiva, dedicata a The conilict of interpretations and the sources , ne segue una seconda in cui viene tracciato un profilo politico ed economico-sociale dei singoli Stati preunitari lungo l'intero periodo preso in considerazione. Nella terza parte, The creation of the nation-state , sono ricostruite secondo una concezione unitaria le vicende del movimento nazionale, in cinque capitoli che si succedono secondo la seguente periodizzazione: 1790-1815: The Origins of the Risorgimento; 1815-40: Revo-lutìonary creeds in an age of politicai stagnation ; 1840-52: Rivai movements of nationa-lism and the delusions of 1848 ; 1852-61: Cavour and the achievement of unity : 1861-70: The integration and centraiization of institutìons . Il volume si conclude con una quarta parte dedicata alla cultura italiana dell'Ottocento: letteratura e musica; le arti e lo sviluppo urbano; religione e Chiesa; le ideologie politiche.
E una struttura che ha i suoi pregi, ma all'interno della quale la chiarezza, per non dire l'elementarità espositiva, va a scapito di ogni tentativo di approfondimento critico vigoroso e originale. Anche i riferimenti biblografici posti al termine di ogni capitolo sono quanto mai scheletrici e talvolta discutibili quanto a criteri di scelta. Le considerazioni finali sui caratteri essenziali del nuovo Stato unitario nato dal travaglio risorgimentale sono di una notevole superficialità. A proposito del codice civile del 1865 l'autore, dopo aver rilevato ch'esso rispecchiava la filosofia politico-sociale di Cavour e dei suoi eredi della Destra, aggiunge testualmente: In some ways it was cruci, but it was not wholly barbarie . I lettori inglesi più affezionati all'Italia tireranno certamente un sospiro di sollievo.
ALBERTO AQUARONE