Rassegna storica del Risorgimento
D'ADAMO GIANCARLO
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1984
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Libri e periodici
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e nella semplice posizione della legge. Il modello che Mme de Stael trasmetterà ai liberali della monarchia di luglio sarà così più vicino a Blackstone che a Montesquieu, più aderente alla concreta realtà inglese della diffusa concezione della divisione dei poteri. L'imputazione del bene pubblico allo Stato non disconosce un'autonoma funzione di governo. Se, rimeditando il Du pouvoir exécutif, l'assemblea costituente sembrava aver introdotto delle istituzioni fittizie , in quanto aveva posto l'autorità reale contro il re, in luogo di renderla funzionale al pubblico bene , la soluzione del king in parliament sarà invece particolarmente adeguata a garantire la stabilità, e la conseguente autonomia, dell'esecutivo, attraverso la felice combinazione di un ministero responsabile formalmente dipendente da un re irresponsabile.
D'altronde, la funzionalità del modello è racchiusa nella sua limitata capacità rappresentativa: lo Stato nazionale di Mme de Stael non è ancora l'odierno Stato sociale. Come nota Godechot, il liberalismo della scrittrice francese si sostanzia di un concetto di opinione pubblica strettamente limitato alle sole classi dirigenti. 1 problemi sociali sfuggono alla sua meditazione e ciò le impedirà di comprendere la dittatura giacobina e di analizzare l'incipiente rivoluzione industriale.
Quell'immagine di Stato, in cui un forte potere esecutivo, capace di assorbire realtà amministrative antiche e nuove, si coniuga con le libertà parlamentari, troverà perciò un terreno fertile nella cultura politica francese. Ma se le Considérations, come dice Godechot, contribuiranno a fissare l'ideologia della dottrina liberale posteriore, noi siamo anche propensi a credere che il liberalismo di Mme de Stael, basato sul merito, il talento, il servizio di una classe dirigente aperta, e integrata nella realtà nazionale, quella che la scrittrice penserà di ritrovare nell'aristocrazia inglese, sia ancora lontano dalle concretezze sociologiche di un terzo stato di un Guizot D'altronde, come ebbe ad affermare Burckardt, la realtà europea nel 1831 si era forse già notevolmente involgarita.
FRANCESCA SOFIA
VINCENZO BONELLO, BIANCA FIORENTINI, LORENZO SCHIAVONE, Echi del Risorgimento a Malta, 2* edizione, con prefazione di Franco Della Peruta; Milano, Società Dante Alighieri, Comitato di Milano, 1982, in 8, pp. 245. S.p.
La seconda edizione di questo volume giunge a venti anni di distanza dalla prima, edita a Malta e ormai introvabile; stavolta è frutto dello sforzo congiunto di due comitati della Dante Alighieri , quello di Milano e quello di Malta. La prima edizione uscì in occasione delle manifestazióni del centenario dell'unità italiana, la seconda in un momento nel quale politicamente e culturalmente il governo maltese tende a rivendicare al piccolo Stato insulare il ruolo di ponte fra Europa e mondo arabo, anziché quello di ultimo bastione della cristianità, e quindi dell'Europa, che aveva avuto per secoli, soprattutto sotto il governo dell'Ordine Gerosolimitano. E se infatti l'italiano continua ad essere ben inteso da moltissimi abitanti, purtuttavia le lingue ufficiali sono il maltese e l'inglese. È quindi largamente meritorio il ristampare questi contributi, che arricchiscono la conoscenza non solo dell'emigrazione italiana, ma anche la storia melitense, senza nascondere, però, che nell'Ottocento se questi esuli poterono operare proficuamente, in generale non fu vista con entusiasmo l'unificazione della penisola, a causa della caduta del potere temporale del Papa, auspicata da quel governo inglese che incoraggiava i missionari protestanti a far proseliti nella sua colonia.
Il volume è occupato per la maggior parte dal saggio di Bianca Fiorentini Il giornalismo a Malta durante il Risorgimento italiano , che non si limita ai fogli dell'emigrazione, ma estende la ricerca a tutti i periodici usciti a La Valletta fra il 1803 e il 1870. Ad un primo esame si rimane stupiti dalla quantità di testate: certo, moltissime ebbero vita stentata,