Rassegna storica del Risorgimento
D'ADAMO GIANCARLO
anno
<
1984
>
pagina
<
228
>
228
Libri e periodici
di carcerati in Italia. C'è Facilità di arresto, negligenza nei magistrati., ninna responsabilità di arbitrj per la libertà personale violata. Le carceri sono centri di corruzione e di luridume. Il governo che abbiamo è abominevole (p. 472). A chi potrebbe mai passare per la testa che queste parole non si debbano riferire che a quell'Italia del 1873?
GIUSEPPE MONSAGRATI
Brigantaggio sul Matese 1860-1880. Mostra storica promossa dall'Amministrazione Provinciale di Benevento. Direzione della Mostra e Catalogo: ELIO GALASSO. Saggio storico: ROSARIO DI LELLO - GIULIANO R. PALUMBO; Benevento, Museo del Sannio, 1983, in 8, pp. 118 con ili. S.p.
Il brigantaggio di Terra di Lavoro attende ancora il suo storico, anche se in questi ultimi anni non sono mancate alcune ricerche, come quelle dell'Isernia o della Valenzi o dello stesso Palumbo (per l'area beneventana e molisana i contributi sono in maggior numero).
Quando diciamo questo ci riferiamo sia a studi che partano da indirizzi metodologici aggiornati, sia anche ad una storia complessiva ed articolata di avvenimenti e di bande, la quale non esaurisce né può esaurire tutto il complesso fenomeno del brigantaggio, ma che almeno fornisca una prima sistemazione, un primo scavo e censimento di fonti.
La pubblicazione di Rosario Di Lello e Giuliano R. Palumbo vuol essere un primo contributo limitato ad una ben precisa area geografica (il Matese nei suoi versanti casertani, molisani e beneventani), dove il fenomeno fu così ampio da richiamare, com'è noto, l'attenzione degli Internazionalisti, che scelsero il Matese come luogo di una moderna guerra per bande, proprio per lo sviluppo che il brigantaggio vi aveva avuto.
Il saggio, premesso al catalogo di una mostra tenuta nella Rocca dei Rettori Pontifici di Benevento tra il marzo e il giugno 1983, ricostruisce il quadro della guerra che si combattè nell'area matesina tra il 1861 ed il 1867 fino ai suoi strascichi successivi (1880).
Al centro vi sono le note bande dei Giordano, Pace, Guerra, Fuoco, Andreozzi, Ciccone, Santaniello, e le meno note dei Cecchino, Tommaselli, Leone, Trifilio, Ferradino, Cutìllo, Arciero, Cimino, De Lellis, Di Lello, De Meo, Di Mundo, Cavitino, Di Paolo, DellIJngaro, Colamattei che, specialmente tra il 1861 ed il 1867 attaccarono o minacciarono un po' tutti i centri dell'area matesina da Cantalupo, Roccamondolfì, Boiano, Guardiaregia, S. Polo, Campochiaro, Pietraroia, Calvisi, Civitella Licinia, Faicchio, Guardia Sanframonti, S. Lorenzo, Pontelandolfo, Casalduni ad Ailano, S. Potito Sannitico, Solopaca, Cerreto Sannita, Pontelandolfo, Baia, Alvignano.
Gli Autori evidenziano, inoltre, volta per volta, l'opera di repressione posta in essere dallo Stato, i successi dall'una e dall'altra parte fino all'affievolirsi del fenomeno negli anni '80, dopo alcune recrudescenze come quelle degli anni 1866-1867.
Dicevamo agli inizi che questo per Terra di Lavoro è un terreno ancora tutto da esplorare. La ricerca del Di Lello e del Palumbo è una prima messa a fuoco e non ci si poteva attendere dagli Autori di più, anche perché condizionati dallo spazio. Riteniamo, però, che almeno qualcosa andava detto su una questione importantissima, la demaniale, e quindi sulle rivolte che nell'autunno-invemo 1860 scoppiarono in quasi tutti i centri matesini (se ne possono contare 18). Qualcosa sta pure ad indicare il fatto che su 1.320 briganti, di cui si hanno notizie, ben 792 sono contadini, 264 braccianti, 99 pastori, 88 artigiani e che gli incensurati ascendono a ben 1.089.
Il saggio del Di Lello e del Palumbo sfrutta oltre ad alcuni archivi pubblici (Archivio di Stato di Napoli, di Caserta, di Isernia, di Campobasso, Museo del Sannio di Benevento, e di alcuni Comuni) anche alcuni archivi privati.