Rassegna storica del Risorgimento

D'ADAMO GIANCARLO
anno <1984>   pagina <230>
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Libri e periodici
pedagogico e sulle tecniche di apprendimento, anche sull'istituzione scolastica vera e propria in rapporto ai luoghi e ai tempi. Infatti non dobbiamo dimenticare che solo progressivamente lo Stato giungerà ad occuparsi in prima persona dell'intero processo educativo, delegando per lungo tempo ai comuni, e in minor parte alle province, non solo la gestione del perso­nale, ma anche concretamente le linee educative verso cui indirizzarsi. Prevalgono gli studi sul periodo post-unitario, mentre per i vari Stati italiani mancano, salvo eccezioni, esaurienti lavori, almeno per il periodo risorgimentale, volti a studiare le diverse proposte educative attuate, non trascurando ovviamente la fortissima incidenza della scuola religiosa di conventi e seminari. A livello ministeriale possiamo recentemente contare sui lavori di Ugolini, come il volume dedicato alle biografie dei funzionari nel periodo della Destra Storica, e quello della Ciampi sul Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. Esistono poi moltissime monografie dedicate ad istituti medi superiori, dovute per lo più ad ex allievi, talora illustri. Offrono un certo interesse come testimonianza della formazione della classe dirigente delle città di provincia ed esempio della loro autonomia nel bandire concorsi di reclutamento dei docenti, ai quali partecipavano futuri affermati nomi delle lettere e delle scienze.
Questo volumetto è diverso: innanzitutto è un lavoro su archivi, sicché la premessa all'inventario, oltre alla spiegazione delle motivazioni che hanno spinto l'autrice, direttrice dell'archivio di Stato bolognese ad accogliere le sparse carte pertinenti ad un istituto felsineo e i criteri seguiti per riordinarle, è anche la storia dell'Istituto Aldini-Valeriani. Nato nel 1878-79 come Scuola professionale di arti e mestieri su iniziativa del comune di Bologna, dovette dal 1913-14 a seguito di provvedimenti normativi di carattere generale diventare scuola industriale di secondo grado e dal 1932-33 anche di terzo grado. L'ordinamento della Zanni Rosiello ha riguardato in particolare la parte, diciamo cosi, comunale della scuola, sorta per attuare le volontà testamentarie di Giovanni Aldini, che donava il suo Gabinetto scientifico per istituire una Scuola per artieri. Il Gabinetto fu inaugurato nel 1863 per interessamento di Sebastiano Zavaglia e aperto agli studiosi, ma ci vollero vari anni perché le ultime volontà dell'Aldini fossero esaudite, con l'istituzione di una Scuola-officina . La Legge Casati trascurava completamente il settore delle scuole professionali, considerato anzi un settore cosi speciale e sganciato dal complessivo sistema scolastico che fu affidato al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio e non a quello dell'Istruzione <p. 17). Sicché in questo campo il dibattito fu appannaggio degli industrialisti come Alessandro Rossi, e trascurato dai pedagogisti di grido. La ricca documentazone raccolta permette di osservare come l'insegnamento teorico e grafico, il primo elemento del binomio scuola-officina, fosse subordinato al secondo, quello pratico. Formare buoni operai , o come più significativamente si diceva, abili artieri , costituiva dunque lo scopo principale del complessivo insegnamento professionale impartito nella scuola (p. 21). Sarebbe interessante verificare se il prodotto di questa scuola abbia significativamente contribuito allo sviluppo industriale, soprattutto a livello di piccola e media industria specializzata. Ma a questo punto, è ovvio, l'archivio della scuola non basta più.
FLORIANO BOCCINI
LORENZO GIGLI, La guerra in Valsabbia nei resoconti di un inviato speciale maggio-luglio 1915, a cura di ATTILIO MAZZA; Brescia, Ateneo di Brescia, 1982, in 8, pp. 125. S.p.
Lorenzo Gigli (1889-1971), di antica famiglia comitale bresciana fu sempre attaccato a questa valle serpeggiante, con centro Vestane, dove passò varie villeggiature e dove volle essere sepolto. Da giovanissimo si dedicò al giornalismo, mentre studiava a Bologna col