Rassegna storica del Risorgimento
D'ADAMO GIANCARLO
anno
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1984
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pagina
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231
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Libri e periodici
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Pascoli, sviluppando parallelamente un deciso interesse per la critica letteraria. In prosieguo fu chiamato come redattore a Torino nella Gazzetta nel 1918, Scrisse su vari periodici, come L'Illustrazione del Popolo, Il Diorama letterario ed altri. Anzi, secondo alcuni critici furono Gìgli a Torino e Goffredo Bellonci a Roma ad inventare la Terza Pagina, genere nel quale Gigli continuò a lavorare sin quasi alla fine. Oltre a queste si dedicò alle biografie letterarie ed ai drammi, anche radiofonici. Probabilmente l'opera più matura è la biografia del De Amicis, edita nel 1962.
Questo reportage di guerra era stato organizzato da Gigli in previsione di una edizione
completa, mai uscita, degli articoli che avevano dovuto subire la censura militare, apparsi
su giornali diversi all'inizio della guerra e il cui titolo avrebbe dovuto essere Sulla via
del Trentino - Note di Guerra. Come nota il curatore del volume Attilio Mazza, al quale
si deve una ricostruzione della vita e dell'attività del Gigli, ci sono pochi altri scritti sulla
guerra del 1915 nel bresciano, fra i quali il più noto è quello di Carlo Emilio Gadda. *)
Ma è una guerra vista dal di dentro mentre negli articoli di Gigli il conflitto ha una
dimensione eroica, esterna, colorata da un entusiasmo certamente dovuto alla sua impossibile
partecipazione attiva (p. 29). Gigli, con suo immenso dispiacere, fu riformato, e dovette
profondere tutto il suo fervore di giornalista negli articoli vibranti di patriottismo, miranti
a riproporre la campagna del 1915 come la ripresa di quella garibaldina del 1866, che si
era svolta negli stessi luoghi. Si è ancora nel periodo della guerra di movimento e il
bollettino di guerra può snocciolare nomi di località liberate, mentre la scarsa resistenza
incontrata da parte delle truppe italiane sembra far presagire una passeggiata fino a
Trento. Certo Gigli non poteva giungere sulla linea del fuoco, deve accontentarsi delle
retrovie e dei depositi, e perdipiù sa che esiste una censura; ma rivista a quasi settantanni
di distanza sembra un po' strana questa guerra senza morti, che si svolge in paesaggi da
cartolina. E invero i reportages si fermano quando comincia a delinearsi la cupa realtà
della guerra di posizione.
Sempre aderente a questo clima di guerra in Valsabbia è il dramma in due atti Notte dì Maggio, ambientato in una baita del Trentino, la notte del 23 maggio 1915. Probabilmente scritto nei mesi successivi l'intervento, narra dell'amore di una giovane trentina, sorella di un contrabbandiere, per un valsabbino arruolatosi negli alpini. La giovane è insidiata da un losco figuro, gendarme austriaco, che la insidia. L'alpino morirà, ma grazie ai due fratelli le truppe italiane penetreranno nella valle e il gendarme sarà punito. È un inedito che fa bene il paio con le corrispondenze belliche, per quell'insieme di tensione e di esaltazione, e con quella netta divisione, al limite del manicheismo, fra buoni e cattivi, del resto ben comprensibile in quei momenti.
FLORIANO BOCCINI
LUIGI CAVAZZOLI, Politica e cultura in Enrico Peni (Storia dei partiti e dei movimenti politici); Mantova, Gianluigi Arcari, 1983, in 8, pp. 120. S.p.
Per quanto il presente volume non voglia offrire una completa biografìa di Enrico Ferri, in realtà poiché prende in esame alcuni momenti nodali della sua attività dì politico e di uomo di cultura nell'ampio arco dì un cinquantennio - riesce ad illuminare assai
n CE. GADDA, Giornale di guerra e di prigionia, Torino, Einaudi, 1965.