Rassegna storica del Risorgimento

D'ADAMO GIANCARLO
anno <1984>   pagina <232>
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Libri e periodici
felicemente i singolari intrecci di politica e cultura, le posizioni assunte in Parlamento all'indomani della elezione a deputato, l'adesione al partito socialista, il rapporto col fascismo ecc., e fornisce una chiave d'interpretazione assai originale. Il Salvadori, nell'intro­duzione scrive al riguardo: Si tratta di storia della mentalità? Si tratta di ciò, ma forse anche di un tentativo più complesso per l'attenzione che l'autore rivolge ai "moduli concet­tuali" e agli strumenti culturali come mezzi tattici di lotta politica, in quanto aderenti non tanto alla cultura nelle sue punte più alte, ma alla loro efficacia, spesso anche emozionale, nello scontro abituale del dibattito politico. Questo particolare taglio costituisce l'originalità della ricerca del Cavazzoli, tesa a dare plausibilità pratica a scelte e soluzioni nel loro breve arco di stagioni culturali spesso effimere (p. 11). Valutando la portata del positivismo nella scienza e della politica attraverso la figura del Ferri o di altri intellettuali del tempo il Cavazzoli esamina la scelta di campo del parlamentare mantovano al suo ingresso a Monte­citorio, i modelli concettuali della sua azione politica, la strada del gradualismo e la sua fiducia nello sviluppo in senso democratico del paese {senza lacerazioni e rivoluzioni); la stessa adesione al socialismo da parte del Ferri e di altri esponenti politici (verso la fine del secolo) viene ricostruita tracciandone l'itinerario tutt'altro che rettilineo, dalla democrazia sociale al socialismo, chiarendo motivi e caratteri del socialismo scientifico del Ferri e l'intrecciarsi di influenze culturali quali il darwinismo, lo spencerismo e il marxismo, di cui si sostanzia l'ideologia socialista nel periodo della seconda Internazionale (p. 66). Di particolare interesse infine ci sembra l'ultimo capitolo in cui si analizzano il ruolo del deputato mantovano negli anni '20, i suoi giudizi sul fenomeno fascista (ad es.: il partito socialista italiano è stato il padre naturale del fascismo ), e quella che vien definita ima sorta di accettazione acritica del fascismo, che matura dalla verifica dell'incapacità, palesata dai tradizionali partiti politici, di gestire lo Stato in modo "disciplinato e produttivo" (p. 95). Una bibliografia essenziale chiude il volume.
RENATO GIUSTI
COSTANTINO FELICE, Porti e scafi. Politica ed economia sul litorale abruzzese-molisano (1000-1980); Vasto, Renato Cannarsa editore, 1983, in 8, pp. XVI-240. L. 15.000.
È incombente e ricorrente per tutti gli studiosi di storia locale il pericolo di restare impaniati nel municipalismo anacronistico e nella vuota rivendicazione di glorie discutibili e fragili.
La storia locale è ormai canone metodologico indiscusso va studiata e preparata con un'accorta analisi orizzontale , tenendo ferme e presenti le connessioni verticali , verso il generale, verso lo svolgimento globale dei fatti e degli avvenimenti storici. A questa linea scientifica pare senz'altro essersi ispirato Costantino Felice con un lavoro, il cui unico difetto è forse costituito dall'eccessivo ambito cronologico preso in esame. L'autore, serven­dosi, comunque, di una ricca ed importante documentazione archivistica e di uno scelto corredo bibliografico, riesce a non privilegiare nella sua ricostruzione il lato economico, ma osserva i lati (politico e sociale) dei maggiori centri del litorale adriatico centrale. Il risultato della ricerca è positivo, specie se si pensa ad alcune conclusioni raggiunte, le prime delle quali sono l'articolata confutazione della disorganicità, da molti sostenuta, tra l'Abruzzo ed il Molise e il presunto e preteso isolamento delle due regioni rispetto al resto dell'Italia e al contesto mediterraneo.
VINCENZO G. PACIFICI